Impatiens

G 394 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ruggine* (Puccinia malvacearum, Puccinia heterospora, Puccinia schedonnardi ; Bas.). Si manifesta con maculature gialle sulla pagina fogliare superiore, cui corrispondono su quella inferiore pustole brunastre che liberano dapprima uredospore, quindi teleutospore. Le prime due specie sono monoiche ed attaccano anche diverse altre malvacee; P. schedonnardi è invece eteroica e svolge sull ibisco solo la forma ecidica. DIFESA: eventuali interventi con sali rameici e triazoli. c P f A C M ( Impatiens (Impatiens sp.) f M Marciume degli steli* (tel. Athelia rolfsii, an. Sclerotium rolfsii ; Bas.). Colpisce la parte basale delle piante, con una forma di marciume. I tessuti colpiti si coprono di una formazione miceliale sericea di colore bianco crema, nell ambito della quale si differenziano corpiccioli sferici del diametro di 1-3 mm (sclerozi), inizialmente di consistenza molle, quindi induriti e di colore bruno-nerastro con sfumature giallastre scure. Le infezioni si sviluppano con temperature comprese tra 10 e 37 °C e un optimum di 25-30 °C. Il fungo sopravvive nel terreno con sclerozi che, interrati a non più di 10-12 cm di profondità, rimangono vitali diversi anni. La forma sessuata è rara ed è rappresentata da basidiocarpi (meglio imeni basidiofori con basidi unistratificati e strettamente serrati) che producono basidiospore ialine, ovoidali ed echinulate. DIFESA: utilizzo di terriccio vergine o sterilizzato con vapore surriscaldato; rimozione degli eccessi di umidità del terriccio; asportazione e distruzione delle piante colpite. R S b M c v v G ( Is M ( Verticilliosi* (Verticillium albo-atrum ; Asc.). Causa l avvizzimento delle piante in se- guito ad alterazioni necrotiche dei fasci fibro-vascolari. ®Pomodoro per ulteriori notizie riguardanti il patogeno e gli aspetti-bio-epidemiologici. DIFESA: disinfezione del terreno prima dell impianto con dazomet, metam-sodio e Trichoderma harzianum ; asportazione e distruzione delle piante sintomatiche. M i Accartocciamento fogliare* (Tobacco streak virus 5 TSV, gen. Ilarvirus). Le piante A fo p p infette hanno la lamina fogliare stretta, con il lembo arrotolato verso l alto, lungo la nervatura principale, mostrano sviluppo stentato e scarsa o mancata fioritura. TSV si trasmette tramite polline contaminato con l ausilio di tripidi. DIFESA: propagazione di piante sane. A Maculatura necrotica*** (Impatiens necrotic spot virus 5 INSV, gen. Tospovirus). Si c d r q manifesta con macule anulari o anelli concentrici di tipo necrotico negli spazi internervali delle foglie giovani; talora le necrosi interessano anche il picciolo fogliare e lo stelo fino a portare a morte la pianta. INSV è universalmente diffuso, con una gamma di piante ospiti molto ampia, comprendente prevalentemente specie da fiore e ornamentali, annuali e perenni: di frequente si riscontra in combinazione con il virus dell avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV; ®Il pomodoro). I due virus hanno caratteristiche epidemiologiche e inducono sintomi assai simili nelle piante attaccate, differiscono soprattutto per lo spettro di ospiti, particolarmente ampio per TSWV. Per gli aspetti epidemiologici e la DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. G02_3_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 394 5/30/18 9:40 AM H p C f R c r in L a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini