Ippocastano

G 396 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ippocastano (Aesculus hippocastanum) i C G le L d a Cerambicide cinese*** (Anoplophora chinensis ; Col. Ceramb.). un cerambicide di co- lore nero, con macchie bianche sulle elitre, il cui corpo è lungo 35 mm nella femmina e 25 mm nel maschio. Gli adulti compaiono in piena estate (da giugno a tutto agosto) e compiono decorticazioni sulla parte distale dei rametti. Le larve si sviluppano scavando gallerie nel legno delle radici più grosse e nella parte basale del fusto e gli adulti fuoriescono aprendosi fori circolari del diametro di 15-20 mm. ®Acero per gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. C tr S s p fr a Minatrice fogliare o cameraria*** (Cameraria ohridella ; Lepid. Gracill.). Le larve sca- vano mine fogliari, spesso molto numerose e tali da interessare gran parte del lembo fogliare. La vegetazione dissecca anticipatamente e si assiste a precoci defogliazioni, seguite talora da emissioni di vegetazione avventizia e persino di qualche fiore. L ippocastano bianco è quello maggiormente suscettibile. Il lepidottero sverna allo stato di crisalide nelle foglie minate cadute al suolo. Le uova vengono deposte sulla pagina superiore delle foglie, alla biforcazione delle nervature. In un anno si susseguono 4 generazioni con popolazioni di rilevante entità a partire dalla seconda. DIFESA: intervento con imidacloprid, spinosad; applicazione di iniezioni endoterapiche al tronco con imidacloprid, abamectina. Maggiolino comune* (Melolontha melolontha ; Col. Scarab.). Gli adulti (25-30 mm di lunghezza, con elitre bruno-rossastre, percorse ciascuna da 4 coste longitudinali, esclusa quella suturale) compaiono sulle piante in maggio e si alimentano compiendo erosioni fogliari. Raggiunta la maturità sessuale, abbandonano la pianta e raggiungono i terreni con foraggere o sono investiti con altre piante (cereali, fragola, melo, vite, ecc.), nonché rimboschimenti di latifoglie e meleti, per deporre le uova nel terreno. Le larve si sviluppano su queste piante ospiti, compiendo erosioni sull apparato radicale. DIFESA: inopportuna su questa pianta ospite. M g s im z s s in r s fis A p d n z in Maggiolino forestale o dell ippocastano*** (Melolontha hippocastani ; Col. Scarab.). Ha adulti alquanto simili a quelli dell affine Melolontha melolontha, ma si distingue da questa specie per la presenza di un marcato restringimento della parte distale del pigidio. Il comportamento biologico dell insetto è molto simile a quello di M. melolontha. DIFESA: inopportuna su questa pianta. f Antracnosi*** (Phyllosticta paviae , syn. Guignardia aesculi; Asc.). Si manifesta con aree di secchereccio più o meno estese, circondate da un alone giallastro, nell ambito delle quali compaiono piccoli puntini neri (picnidi), rappresentanti le fruttificazioni della forma agamica. Disseccamenti estesi portano a severe filloptosi estive. La sintomatologia non va confusa con esiti di origine fisiologico-ambientale come stress idrici o con danni da inquinamento (verificare la presenza di picnidi). Il fungo si conserva in inverno sotto forma ascofora, rappresentata da pseudoteci che si differenziano in seno alle foglie colpite e in primavera liberano ascospore responsabili delle infezioni primarie. La malattia si sviluppa soprattutto sulle piante ubicate in posizioni ombreggiate e nelle annate con primavere molto piovose. DIFESA: raccolta e distruzione delle foglie cadute a terra in autunno (specialmente in vivaio o piante isolate); interventi con sali di rame o triazoli, all apertura delle gemme in vivaio, sono consigliati per evitare l instaurarsi della malattia. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 396 5/30/18 9:44 AM i A p F C lo m v n M a b a s b in

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini