Iris

oa ) ati ti ao i, po io no di uoi ), e E- ). a ia. n o ni oci a n ni ge n e I Iris (Iris spp.) G 397 Carie del legno** (diversi generi: Trametes, Poria, Polyporus, Heterobasidion, Coryolus, Ganoderma, Lenzites, Stereum, Phellinus; Bas.). Gli agenti fungini sono responsabili di lenti processi cariogeni a carico dei tessuti legnosi del tronco e delle grosse branche. Lungo il tronco o i rami, oppure al colletto, si formano corpi fruttiferi (carpofori), tipici di ogni specie, che rilasciano basidiospore. ®Pioppo per gli elementi descrittivi e gli aspetti bio-epidemiologici e per la difesa. Cancro* (Nectria cinnabarina ; Asc.). Causa dapprima ulcerazioni della corteccia del tronco e dei rami, che si evolvono in cancri fino ad interessare larghe porzioni di legno. Sulle lesioni si differenziano numerosissimi cuscinetti rosati (sporodochi) che rappresentano le fruttificazioni della forma conidica. Le fruttificazioni ascofore (periteci) sono piccole sferette rosse sottocorticali, simili a capocchie di spillo che compaiono, meno frequentemente delle fruttificazioni conidiche, in seno alle lesioni cancerose. DIFESA: asportazione con la potatura dei rami colpiti. Maculatura fogliare necrotica* (Colletotrichum gloeosporioides; Asc.). La sintomatologia è poco frequente e interessa particolarmente le piante in vivaio. I sintomi fogliari sono rappresentati da tacche brunastre irregolari che, estendendosi, causano anche importanti filloptosi da non confondere con altre micopatie (antracnosi) o manifestazioni fisiologiche. Possono essere colpiti anche i giovani rametti, dove compaiono lesioni nerastre che evolvono in cancri, sui quali si evidenziano sia i periteci della forma sessuata sia la forma conidica. DIFESA: la bassa frequenza degli attacchi non giustifica interventi specifici in vivaio che si possono eventualmente limitare all eliminazione dei rametti che presentano la sintomatologia descritta. In caso di necessità, si consigliano sali rameici alla caduta delle foglie. fis Arrossamento e necrosi fogliare***. una fisiopatia molto comune che si manifesta in piena estate con arrossamento e necrosi fogliare che, partendo dal margine, si estendono all intero lembo. Le piante si defogliano e in autunno si assiste alla formazione di nuove foglie e a parziali rifioriture. Il fenomeno è legato all eccessivo calore e a situazioni di carenza idrica, aggravati dall inquinamento atmosferico. DIFESA: per le piante in vivaio, irrigazioni di soccorso. G Iris (Iris spp.) i Afidi** (Aulacorthum solani, Dysaphis tulipae, Rhopalosiphum latysiphon ; Rinc. Afid.). I primi due infestano le foglie e i fiori, il terzo si localizza invece al colletto o sul bulbo. DIFESA: intervento fogliare con aficidi (es. pirimicarb, imidacloprid, thiamethoxam, ecc.). Cocciniglia farinosa** (Planococcus citri; Rinc. Pseud.). una cocciniglia di colore giallo, coperta di polvere cerosa e ornata di 36 raggi cerosi, con quelli della coppia caudale, moderatamente più lunghi degli altri. Infesta le foglie e i fiori, causando deperimenti vegetativi. Sulla melata prodotta si sviluppano agenti di fumaggine. Compie diverse generazioni in funzione delle condizioni ambientali. DIFESA: intervento con buprofezin. Mosca degli iris*** (Hylemyia servadeii ; Ditt. Antom.). L adulto somiglia vagamente ad una comune mosca domestica. Gli adulti volano in marzo-aprile alla comparsa dei bottoni fiorali e le uova vengono inserite in gruppetti, allineati sotto le brattee che avvolgono i bottoni fiorali. Le larve raggiungono la maturità alla fine di maggio e fuoriescono dai fiori danneggiati per impuparsi nel terreno. DIFESA: allestimento di vaschette bianche con acqua per attirare e catturare le mosche; raccolta e distruzione dei fiori infestati dalle larve. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 397 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini