SEZIONE G

G 40 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE omogenee o eterogenee, a seconda che siano costituite da specie sistematicamente vicine (es. pomodoro e patata per Phytophthora infestans) oppure distanti (ospiti della Sclerotinia sclerotiorum). I differenti ospiti sono raramente colpiti in modo uniforme (es. marciumi radicali provocati da Verticillium albo-atrum), mentre comune è il caso di ospiti maggiormente colpiti (o. principali) rispetto ad altri (o. secondari). Quest ultima differenziazione non sempre viene fatta in base alla diversa gravità con cui gli ospiti sono soggetti all attacco dei patogeni. Talvolta accade che si riportino come ospiti principali quelli di maggiore importanza economica oppure quelli su cui il patogeno produce più di frequente gli organi di fruttificazione o sui quali differenzia la forma sessuata. Le proprietà aggressive del patogeno non sono fisse, ma variano sotto l influenza di molteplici fattori, intrinseci ed estrinseci al patogeno stesso. A questo proposito i fattori intrinseci possono essere: di natura vegetativa (fenomeni di dissociazione, segregazione, associazione per anastomosi di nuclei di cellule ifali indifferenziate che si trovino in eterocariosi, come gran parte dei funghi fitopatogeni, possono andare a influenzare le proprietà patogenetiche); di natura genetica (la fusione nucleare nella meiosi, per esempio, porta a diverse necessità fisiologiche e a nuove proprietà patogene, come nel caso delle ruggini eteroiche, e anche le mutazioni spontanee comportano variazioni in tal senso). I fattori estrinseci condizionano lo stato reversibile di patogenicità dato dalle modificazioni genetiche e in sintesi sono rappresentati da: caratteristiche termo-igrometriche dell ambiente (ogni patogeno presenta valori otti- mali, minimi e massimi di temperatura e umidità che ne consentono, ritardano e, al di sotto o al di sopra dei quali, impediscono lo sviluppo); caratteristiche chimico-fisiche del substrato (le spore dei patogeni possono contenere abbastanza materiale nutritivo per aggredire l ospite o invece passare attraverso una fase saprofitaria nella quale integrano le risorse alimentari e potenziano la loro vitalità); passaggio su un ospite resistente o poco sensibile (questo può, in alcuni casi e per alcuni periodi di tempo, deprimere le capacità patogenetiche fungine); infezioni provocate da ceppi della medesima specie o di specie differente (essi possono essere tra loro sinergici o concorrenti nell originare infezione). Se l aggressività è un concetto riferito al patogeno, la sensibilità (a volte chiamata suscettibilità) è una caratteristica che riguarda la pianta e rappresenta la qualità di un organismo di divenire sede di un processo morboso infettivo e quindi di fungere da ospite di un altro organismo o entità patogena. Contrapposta alla sensibilità è la resistenza, cioè la proprietà e l attitudine di un organismo di resistere e di opporsi al processo infettivo mettendo in atto meccanismi di difesa che ostacolano l azione del patogeno. Con maggiore dettaglio si può affermare che quando l infezione riesce a prendere piede, l individuo che ne è oggetto si considera sensibile o recettivo per l inoculazione e quindi per l infezione (infettabile). Se all infezione fa seguito la malattia, l individuo è sensibile o recettivo per la malattia (ammalabile). Insieme queste due sensibilità costituiscono la sensibilità o recettività in senso lato. Se la recettività per la malattia non accompagna quella per l infezione, l individuo si considera tollerante per il patogeno stesso. La pianta acquisisce tolleranza in seguito a una interazione con il patogeno: dapprima si manifestano i sintomi dell avvenuta infezione, G01_1_Fitopatologia.indd 40 15/06/18 09:23 p n s m m c g la d d q p p tu c la s d r n tr d p p g a In s d v le m 9 d d g d g è fo s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini