Kentia

G 402 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Melanogramma*. L alterazione si manifesta sui frutti con screpolature del pericarpo, con andamento lineare e concentrico, di colore nero. Deturpa il frutto, causandone un sensibile deprezzamento commerciale, e favorisce l insediamento di infezioni botritiche. L alterazione è favorita dagli eccessi di umidità nell aria, eccessi di concimazioni azotate. DIFESA: razionalizzazione della concimazione azotata; ricorso a razionali potature; raccolta dei frutti non oltre la fase di maturazione commerciale. Melanosi*. Si manifesta con macchie annerite, irregolarmente distribuite sul frutto. Si manifesta sui frutti in via di maturazione in seguito alla trasformazione di sostanze incolori in pigmenti melaninici. Precoci ed improvvisi abbassamenti termici sono determinanti nella comparsa della fisiopatia. DIFESA: raccolta dei frutti non oltre la fase di maturazione commerciale. Kentia (Kentia belmoreana, K. forsteriana) i Cocciniglia bianca dell aspidistra* (Pinnaspis aspidistrae ; Rinc. Diasp.). Ha femmine con corpo piriforme di colore giallo limone, fornite di un follicolo allungato, bruno uniforme con esuvie più chiare. Infesta le foglie causando ingiallimenti e deperimenti vegetativi. Svolge più generazioni all anno e sverna in differenti stadi di sviluppo. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Cocciniglia farinosa** (Planococcus citri ; Rinc. Pseud.). una cocciniglia di colore giallo, coperta di polvere cerosa e ornata di 36 raggi cerosi, con quelli della coppia caudale moderatamente più lunghi degli altri. Infesta le foglie e, talora, le radici causando deperimenti vegetativi. Sulla melata prodotta si sviluppano funghi produttori di fumaggine. Compie diverse generazioni (anche partenogenetiche) in funzione delle condizioni ambientali. DIFESA: intervento con buprofezin. Cotonello longispino o longiraggiato** (Pseudococcus longispinus ; Rinc. Pseud.). una cocciniglia farinosa facilmente distinguibile dalle altre per i lunghissimi raggi cerosi caudali. Come l affine Planococcus citri, infesta le foglie e perfino l apparato radicale causando deperimenti vegetativi. Sulla melata prodotta si sviluppano funghi produttori di fumaggine. Compie diverse generazioni all anno, tutte anfigoniche. DIFESA: intervento con buprofezin. Kiwi (Actinidia chinensis) Cicalina verde* (Empoasca vitis ; Rinc. Cicadell.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e si alimenta pungendo le nervature. Se il numero di individui è superiore a 2-3 individui/foglia le loro punture possono causare la comparsa di necrosi del margine fogliare. La cicalina compie più generazioni all anno e sverna allo stato adulto su piante arboree ed arbustive con foglie persistenti. DIFESA: non necessaria in quanto la densità della popolazione è solitamente tale da non creare apprezzabili danni. Cimice asiatica* (Halyomorpha halys; Rinc. Pentat.). Le punture operate sui frutti in prossimità della raccolta causano danni simili a quelli di Nezara viridula. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervenire con etofenprox alla comparsa delle infestazioni. Cimice verde* (Nezara viridula ; Rinc. Pentat.). Punge i frutti in prossimità della raccolta, accelerando il processo di maturazione ed impartendo ai medesimi un cattivo sapore, tanto da renderli incommestibili. Le infestazioni interessano occasionalmente le piante esterne degli impianti, soprattutto quelle vicine ad incolti, nei quali le cimici trovano un ambiente adatto al loro sviluppo per poi invadere le limitrofe piante di kiwi. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 402 5/30/18 9:44 AM ( i C d In 3 p è m E m s il u b E te r E I p c M a c ti p s D g M L ti m e M d fe c d to c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini