SEZIONE G

o, n ini a- Si nrdi e o no. e a udi e ). gi o ne. e ie. e a n li co e ci i. K Kiwi (Actinidia chinensis) G 403 Particolarmente suscettibile ai danni della cimice è la cv. a polpa gialla Hort 16 A (Zespry Gold). DIFESA: intervento con etofenprox alla comparsa delle infestazioni. i Cocciniglia bianca del gelso e del pesco*** (Peudaulacaspis pentagona ; Rinc.Diasp.). caratterizzata da femmine di colore giallo protette da un follicolo rotondeggiante di colore bianco e da follicoli maschili di forma allungata, di colore bianco candido. Infesta il fusto, i tralci e i frutti. Il diaspino sverna con femmine fecondate e compie 3 generazioni all anno, con nascite delle neanidi a metà maggio, a metà luglio e nella prima metà di settembre. Particolarmente suscettibile alle infestazioni della cocciniglia è la cv. a polpa gialla Hort 16 A (Zespry Gold) DIFESA: interventi alla nascita della prima generazione, ed eventualmente di quelle successive, con l impiego di buprofezin. Emiberlesia* (Hemiberlesia rapax ; Rinc. Diasp.). Presenta follicoli subcircolari del dia- metro di 1,5-2 mm di colore nocciola, fortemente convessi in corrispondenza delle spoglie esuviali. Infesta i frutti, ma passa talora inosservata in quanto si maschera con il colore del frutto. Ovipara e partenogenetica, nei nostri ambienti compie in genere un paio di generazioni con accavallamento dei diversi stadi. DIFESA: intervento con buprofezin alla nascita delle neanidi. Eulia** (Argyrotaenia ljungiana 5 A. pulchellana ; Lepid. Tortr.). Le larve, interamen- te di colore verde, compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie, localizzate a ridosso della nervatura mediana, lungo la quale si tessono anche un astuccio sericeo. Esse compiono anche perforazioni sui frutti, soprattutto nei punti di contatto con altri. I danni più importanti sono quelli arrecati dalle larve dell ultima generazione sui frutti prossimi alla raccolta. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki alla comparsa di infestazioni larvali di significativa importanza. G Metcalfa** (Metcalfa pruinosa ; Rinc. Flat.). Infesta la vegetazione fogliare producendo abbondante melata che imbratta i frutti e sulla quale si sviluppa la fumaggine. L insetto compie una generazione all anno e sverna con uova deposte nelle screpolature corticali di svariate piante arboree ed arbustive. Le infestazioni interessano in genere le piante di bordo, soprattutto quelle con limitrofi incolti nei quali l insetto è spesso presente con forti popolazioni che poi finiscono per invadere anche le piante di actinidia. DIFESA: intervento con etofenprox o ricorso a programmi di lotta biologica con l antagonista Neodryinus typhlocybae. Miridi* [Adelphocoris lineolatus, Closterotomus norwegicus (5 Calocoris norvegicus). Lygus rugulipennis ; Rinc. Mir.]. Pungono l apice dei germogli causando lesioni necrotiche che ne impediscono il regolare sviluppo. Sui giovani frutti le punture causano malformazioni. I danni arrecati sono occasionali e in genere di trascurabile interesse economico. DIFESA: non necessaria. Mosca mediterranea* (Ceratitis capitata ; Ditt. Tefrit.). Le femmine compiono ovodeposizioni sui frutti in prossimità della raccolta. Le sole punture, anche se non sono fertili (senza deposizione delle uova), accelerano il processo di maturazione dei frutti, compromettendone la conservazione. Le larve causano il disfacimento della porzione di polpa che lesionano con la loro attività. DIFESA: intervento con etofenprox in seguito a catture di mosche realizzate con trappole cromotropiche gialle innescate o meno con l attrattivo trimedlure. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 403 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini