SEZIONE G

G 404 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Piralide del mais* (Ostrinia nubilalis ; Lepid. Cramb.). Le larve causano occasionali danni, penetrando nei frutti in prossimità della raccolta. Gli attacchi sono conseguenti al passaggio di larve sviluppatesi inizialmente su piante spontanee presenti nell actinidieto o nell ambiente limitrofo. I danni riguardano in genere una trascurabile percentuale di frutti. DIFESA: non necessaria. e Eriofide* (Cercodes sp.; Acar. Eriof.). Le infestazioni si verificano all inizio dell estate, causando rallentamenti nello sviluppo dei germogli e imbrunimento delle nervature nella pagina inferiore delle foglie. Il danno è privo di interesse economico. DIFESA: inopportuna. n Meloidogine*** (Meloidogyne spp.; Tilenc. Eter.). Infesta l apparato radicale causando la comparsa di nodosità che conferiscono al suddetto un aspetto coralloide. DIFESA: impiego di materiale vivaistico indenne. c Marciume del colletto** (Phytophthora cactorum, P. nicotianae, P. cinnamomi; Oomycota). Si tratta di patogeni polifagi che sopravvivono nel suolo e penetrano nella pianta ospite direttamente attraverso le lenticelle oppure tramite ferite. Le piante colpite mostrano segni aspecifici di malattia (deperimento, fogliame clorotico, filloptosi anticipata, riduzione dello sviluppo dei rametti) e nei casi più gravi la pianta può morire. Sintomi più orientativi sono dati da ispessimenti e disfacimenti dei tessuti corticali nella zona del colletto, imbrunimenti e necrosi che possono interessare anche parte del fusto e le radici più grosse, mentre i frutti raggiunti dal patogeno possono marcire. L inoculo è rappresentato dai frutti o altro materiale infettato caduto a terra. DIFESA: misure agronomico-generali quali: sistemazioni per evitare i ristagni d acqua, eliminazione dei frutti caduti a terra, evitare il posizionamento di gocciolatori presso il piede delle piante, evitare di reimpiantare su terreni dove si è manifestata di recente la malattia, impiego di portinnesti resistenti e di materiale sano. Moria del kiwi** (Phytophthora sp., Phytophthora cryptogea, Phytopythium vexans; Oomycota. Fusarium sp.; Asc. e Dactylonectria pauciseptata; Asc.). I primi sintomi si manifestano in estate (giugno-luglio) con l arresto vegetativo delle piante, l appassimento e il disseccamento fogliare. L apparato radicale risulta fortemente compromesso, con scomparsa delle radici bianche di alimentazione (feeder roots) e con radici secondarie marcescenti, il cui manicotto corticale si sfila facilmente dal cilindro centrale. Gli agenti suddetti che possono essere isolati nelle piante sintomatiche, non sarebbero i diretti responsabili dell alterazione, collegata primariamente a cause agronomiche. La natura argillosa dei terreni, l irrigazione per scorrimento (da sola o in abbinamento a quella con microjet) e la forte piovosità di annate consecutive rendono le piante sensibili. Sono tutte situazioni che creano condizioni irreversibili di anossia delle radici stimolando l attività e l aggressività di patogeni normalmente presenti nel terreno e che attaccano apparati radicali compromessi da sfavorevoli condizioni edafiche. DIFESA: messa in atto di misure preventive già al momento dell impianto, in modo da assicurare il mantenimento di buone condizioni del terreno attraverso l apporto di sostanza organica per migliorare la struttura del terreno; adozione di un accentuata baulatura del terreno (soprattutto lungo la fila) per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso; adozione del solo sistema di irrigazione localizzato con microjet o a goccia; apporto periodico di funghi e batteri antagonisti e di funghi micorrizici; semina interfila di piante erbacee annuali con crescita autunno-vernina per la loro azione decompattante del terreno; e infine realizzazione di lavorazioni del terreno per arieggiarlo ed evitare stati di anossia. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 404 5/30/18 9:44 AM f A m C p in v r p z d c a c v il a c p g t E v s p e fo t z im c F m m v M s n d D M d d M

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini