SEZIONE G

li ti in- e, e A: ue. i; a lsi ili e e. A: ae t- s; mi isee. o e. o e ci e A: e are o e e a. K Kiwi (Actinidia chinensis) f G 405 Alternariosi* (Alternaria spp.; Asc.). Compare unicamente sulle foglie sotto forma di macchie ad andamento tendenzialmente concentrico. DIFESA: non necessaria. Carie** (Phaeoacremonium minimum, syn. P. aleophilum, P. parasiticum, Cado- phora malorum ; Asc. Fomitiporia mediterranea ; Bas.). Si tratta di una malattia, individuata in provincia di Ravenna nel 1999, la quale successivamente si è diffusa in varie regioni italiane e anche in altri Stati. Essa si manifesta a circa un mese dalla fioritura con decolorazioni e accartocciamenti fogliari, filloptosi anticipata; più avanti si possono osservare anche disseccamenti dei tralci, mentre i frutti mostrano una riduzione della pezzatura e non maturano bene: tutti questi sintomi sono la conseguenza di una degradazione dei tessuti legnosi provocata dall azione dei diversi funghi. La carie è infatti causata dal concorso di diversi agenti che attaccano il legno di piante di almeno 9-10 anni e provocano due tipi di alterazioni: una necrosi bruna e dura e una carie più estesa dove si isola quasi esclusivamente F. mediterranea. Il rapporto tra i vari patogeni non è stato ancora chiarito. L accertamento della malattia avviene con il taglio e il prelievo dei tessuti colpiti per analisi in laboratorio. L infezione si realizza attraverso le ferite, in particolare quelle dovute alle operazioni di potatura. Si ritiene che la riproduzione di F. mediterranea avvenga su piante ospiti diverse dall actinidia per mezzo di carpofori che rilasciano spore trasportate dal vento. DIFESA: evitare grossi tagli e proteggere le ferite; incoraggianti risultati si sono ottenuti con la capitozzatura dei soggetti colpiti. G Elefantiasi o Ipertrofia del tronco* (Phaeoacremonium minimum, P. fraxinopennsyl- vanicum, Cadophora luteo-olivacea, C. melinii, Coniochaeta luteoviridis, Fusarium solani, Cylindrocarpon sp.; Asc.). Il nome assegnato alla malatia è dovuto al sintomo più appariscente: un forte ingrossamento di una porzione del tronco (l ipertrofia può essere localizzata alla base o verso la sommità del tronco) che tende ad assumere una forma conica. La sezione del tronco a livello dell ingrossamento mostra l imbrunimento del legno. L alterazione porta a una sofferenza generalizzata della pianta con produzione di bassa qualità. La malattia è causata dal concorso di parecchi funghi. DIFESA: impiego di materiale sano nella realizzazione degli impianti, estirpazione delle piante colpite. Fialoforosi* (Phialophora sp.; Asc.). Il patogeno è agente di rammollimenti e marciu- mi in postraccolta. DIFESA: individuazione del momento migliore per la raccolta col metodo del residuo secco rifrattometrico (RSR); ricorso a moderne tecniche di conservazione (curing). Maculatura fogliare* (Boeremia exigua, syn. Phoma exigua ; Asc.). I sintomi con- sistono in macchie sulle foglie di forma tondeggiante o irregolare, di colore marrone o cenerognolo; su queste macchie maturano i picnidi, che rilasciano i conidi del fungo. La conservazione e la diffusione del patogeno sono realizzate dai conidi. DIFESA: non necessaria. Marciume radicale fibroso** (Armillaria mellea ; Bas.). Causa la morte della pianta con decorso rapido che può interessare anche gran parte dell impianto (®Melo). DIFESA: di particolare importanza risulta la sistemazione idraulica. Marciume radicale lanoso* (Rosellinia necatrix; Asc.) (®Melo). G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 405 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini