Lagerstroemia

a n a eè Id. ta: el e a; ni e; L Lampone (Rubus idaeus) impiego di pronubi (bombi), l eliminazione delle piante, o loro parti, infette; trattamenti preventivi con rameici in pre-fioritura, nonché dopo grandinate e potatura, impiego di promotori delle difese naturali della pianta (acibenzolar-S-methyl). v o aaoo si ia. o ze o e o n e ate Virosi*. Vari virus sono stati riscontrati in piante di kiwi per lo più asintomatiche. Quelli segnalati in Italia sono l agente della maculatura zonata del geranio (PZSV), associato ad anulature cloro-necrotiche delle foglie e a depressioni della superficie dei frutti, e il virus del mosaico del cetriolo (CMV), presente in forma latente. DIFESA: propagazione di piante sane. Lagerstroemia (Lagerstroemia indica, L. speciosa) Afide del cotone e delle cucurbitacee ** (Aphis gossypii; Rinc. Afid.) (®Ibisco). i di e e o e a o ri A: i- G 407 Afide della lagerstroemia** (Sarucallis kahawaluokalani ; Rinc. Afid.). un afide giallo con maculature bruno-nerastre, caratterizzato da ali con nervature bordate di bruno e da macchie brune sul margine anteriore e alla loro estremità. Compie un olociclo monoico con sviluppo di diverse generazioni. DIFESA: intervento fogliare con aficidi (es. pirimicarb, imidacloprid, thiamethoxam, thiacloprid, acetamiprid, ecc.). Cerambicide cinese* (Anoplophora chinensis ; Col. Ceramb.). un cerambicide di co- lore nero con macchie bianche sulle elitre, il cui corpo è lungo 35 mm nelle femmine e 25 mm nel maschio. Gli adulti compaiono in piena estate (da giugno a tutto agosto) e compiono decorticazioni sulla parte distale dei rametti. Le larve si sviluppano scavando gallerie nel legno delle radici più grosse e nella parte basale del fusto e gli adulti fuoriescono aprendosi fori circolari del diametro di 15-20 mm. ®Acer per gli aspetti biologici e i provvedimenti di difesa. G Ricania* (Ricania speculum ; Rinc. Rican.) (®Mimose). f Mal bianco*** (Erysiphe australiana ; Asc.). Invade le foglie dei germogli e le pannoc- chie fiorali, ricoprendole con la sua vegetazione farinosa di colore bianco. Si hanno ripercussioni negative sullo sviluppo vegetativo e sulla fioritura. DIFESA: interventi con zolfo e triazoli. Lampone (Rubus idaeus) i Afidi** (Aphis idae, Amphorophora idaei, Aphis ruborum ; Rinc. Afid.). Infestano i ger- mogli e i fiori. Svernano allo stato di uovo durevole e compiono diverse generazioni, condizionate dalla presenza di giovane vegetazione. DIFESA: eventuale intervento con etofenprox, acetamiprid. Antonomo* (Anthonomus rubi ; Col. Curcul.). ®Rovo per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento contro gli adulti con acetamiprid. Cecidomia della corteccia* (Thomasiniana theobaldi ; Ditt. Cecid.). Le larve, color salmone, si sviluppano nella zona sottocorticale dei sarmenti, causando l imbrunimento dei tessuti con morte dei sarmenti nell annata successiva a quella dell infestazione larvale. Il dittero compie 3-4 generazioni all anno e depone le uova entro fenditure dei rami dell annata. Le larve svernano e compiono la metamorfosi nel terreno. DIFESA: asportazione e distruzione dei sarmenti infestati; eventuale ricorso al trattamento con spinosad nel periodo di fuoriuscita degli adulti al fine di colpire le larve che nascono nei giorni appresso. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 407 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini