SEZIONE G

G 408 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cicalina della rosa** (Edwardsiana rosae ; Rinc. Cicadell.). Infesta la pagina inferiore delle foglie causando, con le sue punture, la comparsa di una moltitudine di depigmentazioni puntiformi. Compie svariate generazioni all anno e sverna con uova deposte nello spessore corticale dei rami, destinate a schiudersi alla ripresa vegetativa delle piante. DIFESA: eventuale intervento con pietrine attivate, acetamiprid. Cimice verde* (Nezara viridula ; Ric. Pentat.). è una cimice di colore verde che punge i f frutti e li rende incommestibili per il sapore e l odore che assumono. Sverna con adulti riparati nei luoghi più disparati e compie 2 generazioni all anno. DIFESA: intervento con piretro e sfruttamento dell attività di preparati (es. etofenprox, lambdacialotrina) utilizzati contro altri insetti. Coreide del lampone e del rovo* (Coreus marginatus ; Rinc. Cor.). una cimice di colore bruno con ciascun lato del protorace fornito di una punta. Compie danni simili a quelli di Nezara viridula. Sverna come adulto e compie una sola generazione all anno. DIFESA: come per Nezara viridula. Lasioptera** (Lasioptera rubi; Ditt. Cecid.). Le larve causano, nei rametti non lignificati, la comparsa di un rigonfiamento (cecidio) che con il tempo diviene di consistenza legnosa. Il dittero trascorre l inverno con larve all interno delle malformazioni prodotte nei tralci e da questi fuoriescono gli adulti durante il mese di maggio. DIFESA: come per Thomasiniana theobaldi. Moscerino asiatico della frutta*** (Drosophila suzukii ; Ditt. Drosof.). ®Albicocco. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappole innescate con aceto di mela 1 zucchero di canna oppure monitoraggio con trappole specifiche con adatto attrattivo; con catture di adulti in prossimità della maturazione, intervento con acetamiprid. Sesia* (Pennisetia hylaeiformis ; Lepid. Ses.). La larva vive sulla parte interrata del fusto provocando la formazione di una grossa galla, posta poco sopra il colletto, che determina il deperimento e la morte della parte sovrastante. Compie una sola generazione all anno con adulti che volano in genere dalla metà di luglio a tutto agosto. DIFESA: non necessaria. Verme del lampone** (Byturus tomentosus ; Col. Bitur.). La larva è di colore bianco-giallastro, interessata dorsalmente da 2 serie longitudinali di placche sclerificate e presenta 2 processi (urogonfi), ricurvi a uncino, posti dorsalmente sull estremità del corpo. Gli adulti (3,5 mm di lunghezza) sono di colore bruno e coperti di pubescenza brunogiallastra. Questi compiono erosioni sul lato inferiore delle foglie, rispettando l epidermide opposta e le femmine depongono le uova alla base degli elementi interni del fiore. Le larve vivono all interno dell infruttescenza; raggiunta la maturità si interrano per compiere la metamorfosi e dare gli adulti che, trascorso l inverno in diapausa, fuoriescono in primavera avanzata. L inverno può essere superato anche allo stato di larva, nel qual caso l impupamento avviene in primavera e l adulto compare in piena estate. DIFESA: intervento con lambdacialotrina o etofenprox alla comparsa degli adulti. Antracnosi* (tel. Elsino veneta; Asc.). Interessa varie specie del genere Rubus (anche rovo), sia coltivate sia spontanee, causando danni più o meno gravi su tutte le parti epigee della pianta. Vengono particolarmente colpiti i giovani germogli, sui quali si evidenziano in primavera macchie rossastre che si trasformano, nell anno successivo, in cancri che disseccano parzialmente o totalmente il rametto. Sulle foglie si presentano maculature rossastre che nella parte centrale virano al grigio fino al distaccamento del G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 408 5/30/18 9:44 AM te q in D r s d le g r s c a c d d d D c g s c p c m lo p fe d M fr fo la la c c s E S c n g te d s a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini