SEZIONE G

e ao e. i ti o ) oa o. aa e e o. di di ue eo. la li oiel o oa, e. e ti in o el L Lampone (Rubus idaeus) G 409 tessuto che appare bucherellato . Sulle strutture infette si differenziano gli acervuli dai quali vengono prodotti i conidi che diffondono l infezione. DIFESA: asportazione rami infetti e interventi con prodotti rameici. Disseccamento dei polloni* (Paraconiothyrium fuckelii, syn. Leptosphaeria coniothyrium; Asc.). Le infezioni avvengono in primavera-estate attraverso le spore che, trasportate dall acqua, dal vento o dagli insetti, arrivano a contatto con le ferite provocate da potature o spaccature. Asportando l epidermide di un pollone infetto si osservano lesioni striate bruno-violette che, in primavera, espandono causando la morte delle gemme ascellari o il disseccamento di un germoglio. In estate l intero fusto sopra la ferita infetta può disseccare e morire velocemente. L epidermide dei vecchi tralci infetti sviluppa un tipico colore argentato a fine inverno e in primavera. Questi sintomi sono comuni sui residui di polloni che hanno fruttificato l anno precedente, lasciati attorno alla corona dopo la potatura. DIFESA: viene condotta attraverso pratiche agronomiche come l eliminazione a fine inverno di tutti i polloni infetti o lesionati, il diradamento dei polloni per mantenere ben arieggiate le piante; non è opportuno potare le piante durante periodi umidi e piovosi al fine di evitare nuove infezioni. Interventi con prodotti rameici. Disseccamento delle gemme* (Didymella applanata; Asc.). Le ferite causate dalla seconda generazione delle larve di cecidomia del lampone costituiscono il punto d ingresso preferenziale per questo fungo e aggravano l incidenza delle infezioni. I sintomi sulle foglie con le riconoscibili lesioni a forma di V iniziano in luglio-agosto in coincidenza di periodi umidi e piovosi. Successivamente le foglie disseccano e il fungo penetra nel pollone formando attorno ai nodi macchie di colore marrone scuro che causano avvizzimento e morte delle gemme. I polloni infetti si seccano e si spaccano man mano che maturano e le lesioni si allargano fino a interessare gran parte del pollone. In inverno i polloni infetti assumono una colorazione grigio-argentea con piccole pustole nere. DIFESA: gli unici interventi possibili sono l asportazione dei polloni infetti e la prevenzione dei danni causati da cecidomia. Interventi con prodotti rameici e ditiocarbammati se autorizzati sulla coltura. Muffa grigia** (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Può colpire fiori, frutti in maturazione o in post-raccolta e polloni. Sui polloni infetti è possibile notare la formazione di grandi pustole nere, costituite dagli sclerozi del fungo, che perpetuano la malattia. I danni sono maggiori nelle annate in cui si hanno frequenti piogge durante la fioritura e la maturazione. DIFESA: la copertura con tunnel può dare buoni risultati così come mantenere curato e pulito l impianto eliminando i residui di vegetazione. Un corretto arieggiamento tra le piante mediante potatura, il diradamento dei polloni e la scelta di sesti d impianto adeguati sono le ulteriori misure agronomiche da consigliare. Eccezionalmente si può prevedere il ricorso a interventi con antibotritici autorizzati. Septoriosi* (tel. Mycosphaerella rubi; an. Septoria rubi; Asc.). Interessa numerose specie di Rubus, sia coltivate sia spontanee, ma causa danni di una certa gravità su lampone. I sintomi sono fogliari, con piccole macchie rosso-brunastre con la parte centrale grigia. Con il passare del tempo le foglie appaiono crivellate e cadono anticipatamente. Al centro delle macchie si osservano picnidi neri, dai quali si liberano i conidi per diffondere le infezioni. DIFESA: applicazioni di prodotti rameici alla comparsa dei primi sintomi e subito dopo la raccolta dei frutti. Sempre consigliabile, quando possibile, asportare in autunno le foglie colpite ed eliminarle. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 409 G 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini