9.3.9 Manifestazione dei sintomi ed esito della malattia

e a e o iti nua. di - r i, à e e- i- ial eo o r s- to o en si t). mo si a e, PROTOZOI, CROMISTI E FUNGHI G 41 poi questi via via regrediscono e scompaiono, anche se l infezione è ancora in atto, e non ricompaiono in caso di successive reinfezioni. Le situazioni di sensibilità e resistenza sono da considerarsi i limiti estremi di una serie molto ampia di comportamenti intermedi; normalmente la pianta dimostra diversi gradi di sensibilità o di resistenza verso la malattia. La sensibilità e quindi anche la resistenza dipendono da fattori naturali legati alla costituzione genetica dell individuo che è quindi ereditabile (s. naturale) e da fattori non genetici che influiscono con diverse modalità sulla disponibilità della pianta a contrarre la malattia. Tale sensibilità di tipo indotto è variabile e reversibile in quanto legata all individuo, al clima, al terreno, ecc. e quindi non ereditabile. La resistenza che una pianta dimostra nei confronti di una malattia può avvenire in due diversi momenti: prima che insorga la malattia (resistenza pre-infezionale) oppure quando questa è avvenuta (resistenza post-infezionale o immunità). La resistenza pre-infezionale o refrattarietà è indipendente dal patogeno: infatti la pianta possiede costituzionalmente delle barriere fisico-chimiche che impediscono la penetrazione e la diffusione del patogeno. Queste barriere possono essere di varia natura: per esempio si ricordano le sostanze che ricoprono l epidermide come le cere che facilitano lo scorrimento dell acqua e impediscono la germinazione dell inoculo; la presenza di strati cuticolari molto consistenti oppure le pareti cellulari contenenti suberina o altre sostanze impediscono o riducono la penetrazione e la propagazione del patogeno; inoltre un ridotto numero delle aperture stomatiche può rendere più resistente la pianta verso quei patogeni che utilizzano queste aperture per penetrare nell ospite. La resistenza post-infezionale o immunità si manifesta solo quando la pianta ha contratto l infezione ed è da considerarsi, nella maggior parte dei casi, come una reazione diretta e specifica nei confronti di quel determinato patogeno. La reazione della pianta può essere rivolta direttamente contro il patogeno o verso le sostanze tossiche da esso prodotte. Nel primo caso la pianta è indotta a produrre sostanze (suberina, lignina o gomme-resine) funzionanti come barriere che tendono a isolare il patogeno oppure che agiscono direttamente nei confronti del patogeno stesso eliminandolo (antibiotici). In certe infezioni che si diffondono attraverso i vasi conduttori (tracheomicosi) si assiste, oltre alla produzione di gomma, anche alla formazione, da parte delle cellule vive del parenchima adiacente i vasi, di particolari strutture (tilli) che, invadendo il lume dei vasi, impediscono il propagarsi della infezione. Nell altro caso, la pianta agisce contro le sostanze tossiche prodotte dal patogeno con inattivazione delle tossine e degli enzimi mediante azioni metaboliche specifiche. G 9.3.9 Manifestazione dei sintomi ed esito della malattia. In seguito alla diffusione del patogeno, e trascorso il periodo di incubazione sulla pianta, si manifestano i sintomi della malattia. Questi sono conseguenti all alterazione dei tessuti e alle anomalie fisiologiche degli organi che, in maniera diretta e/o indiretta, sono interessati dalla invasione del patogeno. Non è raro che i sintomi siano indiretti con l attacco parassitario su un organo della pianta che si può manifestare anche su altri (solitamente le foglie). Classico è, per esempio, il coinvolgimento diretto dell apparato radicale che si riflette su quello fogliare il quale manifesta sintomi di ingiallimento, appassimento o avvizzimento. In molti casi gli elementi di diffusione e/o conservazione del patogeno compaiono sugli organi della pianta, si ha cioè l evasione della malattia che può essere: localizzata, quando avviene solo in prossimità delle sedi di inoculazione; diffusa in varie parti dell organismo, quando l infezione è sistemica. G01_1_Fitopatologia.indd 41 15/06/18 09:23

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini