Lattuga

G 412 f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Cancro* (Lachnellula willkommii, syn. Dasyscyphus willkommii ; Asc.). Causa alterazio- A ni e necrosi della corteccia con conseguente sviluppo, intorno alla parte colpita, di un cercine. La parte di tronco o ramo sovrastante al cancro dissecca facilmente. Nell ambito dei cancri, dalle screpolature emergono dapprima pustole bianche costituite da conidiofori portanti i conidi; in seguito si differenziano le fruttificazioni ascofore (apoteci). Le infezioni avvengono attraverso ferite di varia origine. Maggiormente esposti sono i larici vegetanti su terreni con ristagni di umidità e durante i primi anni di vita. DIFESA: messa a dimora di piante in terreni ben drenati; eliminazione dei rami morti della parte inferiore della chioma; distruzione delle parti di pianta o dei larici colpiti dalla malattia. s s in A te Carie del legno** (generi: Trametes, Poria, Polyporus, Heterobasidion, Ganoderma, Lenzites, Stereum, Phellinus ; Bas.) (®Pioppo). Ruggine* (Melampsora laricis-populina ; Bas.). Causa la formazione di piccole pustole (ecidi) gialle, erompenti, disposte ai due lati della nervatura fogliare. una ruggine eteroica vivente anche sul pioppo. DIFESA: non necessaria. Lattuga (Lactuca sativa) i Afide ceroso delle radici** (Pemphygus bursarius ; Rinc. Afid.). Le colonie, rivestite di lanugine cerosa, infestano l apparato radicale. L afide svolge la prima parte del ciclo su alcuni pioppi (P. nigra e P. pyramidalis), sui quali sverna con uova durevoli. In primavera, su questi ospiti, attacca il picciolo delle foglie causando la formazione di una galla conica munita di un ostiolo, attraverso il quale fuoriescono femmine alate per portarsi su lattuga e originare colonie viventi sulle radici. In autunno l afide torna sui pioppi per concludere il ciclo con la deposizione delle uova. DIFESA: intervento con neonicotinoidi (es. thiamethoxam, imidacloprid), anche con microirrigazione. Afide del ribes nero e della cicerbita*** (Hyperomyzus lactucae ; Rinc. Afid.). Di colore verde o rosa, infesta la pagina inferiore delle foglie. a comportamento dioico e ha come ospiti primari le piante di ribes e uva spina, sulle quali sverna con uova durevoli e svolge la prima parte del ciclo per poi migrare su lattuga. In autunno ritorna sugli ospiti primari per concludere il ciclo con la deposizione delle uova durevoli. DIFESA: intervento con piretroidi (alfacipermetrina, ciflutrin, deltametrina, tau-fluvalinate, lambdacialotrina, zetacipermetrina), azadiractina, pirimicarb, pimetrozine, neonicotinoidi (imidacloprid, thiametoxam). Afide verde del pesco*** (Myzus persicae ; Rinc. Afid.). Ha forme attere di colore verde o rosa che infestano la pagina inferiore delle foglie. a comportamento dioico con ospite primario rappresentato dal pesco, sul quale sverna con uova durevoli e svolge la prima parte del ciclo per poi migrare su svariati ospiti secondari, compresa la lattuga. In autunno ritorna sul pesco per concludere il ciclo con la deposizione delle uova durevoli. temibile in quanto vettore dei virus del mosaico (Lettuce mosaic virus 5 LVV) e del giallume occidentale della bietola (BWYV 5 Beet western yellows virus). DIFESA: come per Hyperomyzus lactucae. Afide verde della lattuga*** (Acyrthosiphon lactucae ; Rinc. Afid.). Ha forme attere di colore giallo-verdastro, coperte di leggera polvere cerosa, con il dorso dell addome interessato da bande trasversali scure e sfumate. Infesta soprattutto le colture portaseme, invadendo le infiorescenze. Svolge l intero ciclo su lattughe coltivate e selvatiche, svernando con uova durevoli. DIFESA: come per Hyperomyzus lactucae. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 412 5/30/18 9:44 AM A L d g s in B lo c te la e e la E ta c p d E E lu a c d li L n fo z M r fo fl B M s S

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini