SEZIONE G

on o oe ci a e a, e e e ii. di r ui n e a ea i. ii- e n e ua 5 ). di e ee, L Lattuga (Lactuca sativa) G 413 Afidi flavescenti delle radici** (Trama troglodytes, Neotrama caudata, Protrama flave- scens, ecc.; Rinc. Afid). Infestano l apparato radicale con forme attere di colore biancastro o giallastro e caratterizzate da sifoni molto corti. Si moltiplicano ininterrottamente, in simbiosi con formiche, sulle radici di lattughe e di composite spontanee dei gen. Artemisia, Sonchus, Cirsium e Carthamus. DIFESA: impiego di geodisinfestanti (es. teflutrin); ricorso ad aficidi con attività sistemica. Agromize degli orti* (Chromatomyia horticola ; Ch. syngenesiae ; Ditt. Agrom.). Le larve scavano mine lineari sottoepidermiche e a maturità si impupano all estremità delle mine, restando visibili per trasparenza sotto l epidermide dalla quale emergono gli spiracoli tracheali. Le due specie compiono diverse generazioni all anno (fino a 8) e svernano con pupari nelle foglie infestate. DIFESA: intervento alla comparsa delle mine iniziali con l impiego di azadiractina, abamectina, ciromazina, spinosad. Bacherozzo* (Pentodon bidens punctatum ; Col. Scarab.). Gli adulti (scarabeidi di co- lore nero, lunghi 20-24 mm) compiono erosioni radicali e troncano le piante al colletto causandone l avvizzimento e la morte. Essi compaiono in aprile, spostandosi lentamente e camminando alla superficie del suolo, e poi depongono le uova nel terreno. Le larve si sviluppano sulle radici di diverse piante erbacee e persino a spese delle radici e dei tessuti del colletto di giovani fruttiferi, completando lo sviluppo nel terzo anno e superando due inverni in diapausa. DIFESA: raccolta e uccisione degli adulti e delle larve rintracciati nel terreno, alla base delle piante avvizzite. G Elateridi*** (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. spu- tator, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve, filiformi, giallo-lucenti e con tegumento coriaceo, danneggiano le radici e il colletto causando la perdita delle piante. Lo sviluppo larvale richiede più anni. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: disinfestazione del terreno con prodotti microgranulari (es. teflutrin, lambdacialotrina). Epialidi** (Korscheltellus lupulinus, Hepialus humuli, Hepialus aemilianus ; Lepid. Epial.). Le larve, di colore biancastro, capo bruno, addome senza sclerificazioni (in K. lupulinus) o con serie di piccole tacche rotonde di colore bruno (in H. humuli e H. aemilianus), vivono nel terreno e risalgono con una galleria al colletto della pianta per compiere profonde erosioni, causando la morte del piante attaccate. Gli adulti volano da aprile e giugno (K. lupulinus e H. humuli) o nel periodo luglio-settembre (H. aemilianus) e depongono le uova lasciandole cadere alla base delle piante durante il volo. Le larve raggiungono la maturità l anno successivo a quello della nascita, attraversando numerose età (fino a 12 per H. humuli e H. aemilianus) per poi compiere la metamorfosi nel terreno, entro un lasso e lungo astuccio sericeo. DIFESA: ricorso alla disinfestazione del terreno in pre-trapianto con geodisinfestanti (es. teflutrin, lambdacialotrina). Mamestra*** (Mamestra brassicae; Lepid. Nott.). Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo a distruggere gran parte dell apparato aereo. ®Bietola per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento con piretroidi (alfacipermetrina, ciflutrin, deltametrina, tau-fluvalinate, lambdacialotrina, zetacipermetrina), indoxacarb, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, metaflumizone. Miridi*** (Lygus rugulipennis ; Rinc. Mir.). Adulti e forme giovanili compiono punture sulle lattughe tipo Iceberg causando una moltitudine di piccole lesioni necrotiche. Su lattuga romana compiono le punture di nutrizione e di ovodeposizione; sul lato G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 413 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini