SEZIONE G

G 414 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE superiore della nervatura mediana causano lesioni necrotiche che, con l accrescimento fogliare, si trasformano in profondi solchi necrotici. Compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato adulto riparato alla superficie del suolo o in altri occasionali ricoveri. DIFESA: intervento con piretroidi ed etofenprox alla comparsa degli adulti nella coltivazione. Mosca minatrice sud-americana*** (Liriomyza huidobrensis ; Ditt. Agrom.). Le larve scavano gallerie longitudinali nel parenchima delle foglie basali, causandone l ingiallimento e la marcescenza. Le femmine compiono numerose punture di nutrizione determinando la comparsa di punteggiature necrotiche. Compie diverse generazioni all anno e sverna con pupari interrati a pochi centimetri di profondità. DIFESA: intervento con piretroidi per contenere i danni rappresentati dalle punture di nutrizione delle femmine; interventi con abamectina, ciromazina, spinosad e azadiractina alla comparsa delle prime mine; distruzione delle foglie infestate in occasione della monda dei cespi. Nasonovia*** (Nasonovia ribisnigri ; Rinc. Afid.). un afide caratterizzato da forme attere di colore verde con il dorso interessato da strette bande sclerificate appaiate, disposte trasversalmente. Compie un olociclo dioico che si svolge tra i ribes (ospiti primari sui quali sverna con uova durevoli e svolge la prima parte del ciclo) e la lattuga (ospite secondario). vettore dei virus del mosaico (LMV 5 Lettuce mosaic virus) e del giallume occidentale della bietola (BWYV 5 Beet western yellows virus). DIFESA: come per Hyperomyzus lactucae. Nottua degli orti*** (Lacanobia oleracea ; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe circa 45 mm a completo sviluppo, generalmente di colore verde-giallastro, disseminate di macchie puntiformi bianche e con quattro piccole macchie nere disposte a trapezio sul dorso di ciascun segmento) compiono ampie erosioni fogliari. Gli adulti volano dalla metà di aprile a tutto settembre con punte di volo in giugno-luglio e dalla fine di agosto alla metà di settembre. La nottua si evolve in genere con 2 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nel terreno. DIFESA: intervento contro le giovani larve con piretroidi (alfacipermetrina, deltametrina, tau-fluvalinate, lambdacialotrina, zetacipermetrina), indoxacarb, etofenprox, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, metaflumizone. Nottua dei capolini** [Hecatera (5 Mamestra) dysodea ; Lepid. Nott.]. Le larve (color verde con linea di stigmi neri e fascia sottostigmatica chiara, lunghe a maturità 30-35 mm) si mimetizzano facilmente con le ramificazioni delle infiorescenze e divorano fiori e semi in formazione. La nottua compie 2 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nel terreno. DIFESA: intervento con Bacillus thurinmgiensis var. kurstaki. Nottua gamma** (Autographa gamma ; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe a maturità circa 5 cm, di colore verde, con il dorso percorso da 6 sottili linee ondulate longitudinali chiare) sono fornite di pseudozampe solo agli uriti V, VI e X. Esse vivono isolate e compiono erosioni fogliari. La nottua svolge in genere 3 generazioni all anno (talora fino a 5 negli ambienti più favorevoli), con voli pressoché continui da marzo-aprile a tutto settembre e oltre. Lo svernamento avviene da parte di larve in diversi stadi di sviluppo o come crisalide sulla pagina inferiore delle foglie, protetta all interno di una bianca tessitura sericea. DIFESA: come per Mamestra oleracea. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 414 5/30/18 9:44 AM N L c fo i v c N 3 b s lu e C m o H N p a g d u L tr L v c e N tu s z a p p T 6 a p d g T g d c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini