SEZIONE G

o e i. i- e le ni re a n- e e, ti a el e m e o à a o di n. oà oo - a li mo o o a L Lattuga (Lactuca sativa) G 415 Nottua gialla del pomodoro** [Helicoverpa (5 Heliothis) armigera ; Lepid. Nott.]. Le larve (lunghe 3-4 cm, di colore verdastro, interessate da sottili bande longitudinali chiare e scure e da due bande laterali sinuose di colore chiaro) compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a distruggere gran parte della vegetazione. ®Pomodoro per i caratteri dell adulto e gli aspetti biologici. DIFESA: intervento contro le giovani larve con piretroidi (alfa-cipermetrina, deltametrina, fluvalinate, lambda-cialotrina, zetacipermetrina), indoxacarb, etofenprox, spinosad, metaflumizone. Nottua mediterranea*** (Spodoptera littoralis ; Lepid. Nott.). Le larve (lunghe a maturità 35-45 mm, di colore variabile dal giallastro al bruno o al rossastro, con due macchie subrotondeggianti al primo urite e due macchie triangolari contrapposte, nero-vellutate, sui lati dell VIII segmento addominale) compiono erosioni fogliari. Gli adulti (4 cm di lunghezza ad ali chiuse) hanno le ali anteriori di colore bruno, attraversate da striature e variegature grigio cenere e da una fascia obliqua subterminale con riflessi bluastri. Compie diverse generazioni all anno (fino a 7-9 in serra) con le popolazioni più numerose a fine estate o nel periodo autunnale. Depone le uova sulla pagina inferiore in ovoplacche feltrose comprendenti diverse centinaia di elementi. DIFESA: come per Helicoverpa armigera. Nottua piccola*** (Spodoptera exigua ; Lepid. Nott.). caratterizzata da larve che compiono erosioni fogliari. Esse sono lunghe 25-28 mm, con la parte anteriore chiaramente assottigliata, di colore variabile dal verde chiaro al bruno, talora con due linee laterali gialle bordate di nero nella parte superiore. L adulto ha ali anteriori grigiastre, variegate di bruno, con la macchia orbicolare colore ocra-arancio. Le femmine depongono le uova sulla pagina inferiore delle foglie, in ovature coperte da un feltro di peli grigi. La nottua compie almeno tre generazioni all anno con voli, anche migratori, che si protraggono da aprile-maggio a tutto ottobre e con massime presenze in agosto-settembre. Lo svernamento avviene allo stato di crisalide. DIFESA: intervento contro le giovani larve con piretroidi (alfa-cipermetrina, deltametrina, fluvalinate, lambda-cialotrina, zetacipermetrina), indoxacarb, etofenprox, spinosad, Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, metaflumizone. Nottua pronuba* (Noctua pronuba ; Lepid. Nott.). La larva (50 mm di lunghezza a maturità) è bruna, con due macchie nere lineari, in posizione dorsolaterale, su ciascun segmento addominale. Essa compie erosioni fogliari. La nottua si evolve con 2 generazioni all anno, con voli in aprile-giugno e in settembre-novembre. Lo svernamento può avvenire con larve dell ultima età, destinate a completare lo sviluppo nella successiva primavera, oppure con crisalidi che si formano da dicembre a gennaio. DIFESA: come per la nottua degli orti (Lacanobia oleracea). Tignola dei capolini** (Phalonidia contractana ; Lepid. Tortr.). La larva (lunga circa 6 mm, di colore roseo) divora gli elementi interni dei capolini. Il lepidottero si sviluppa anche su composite spontanee. Compie fino a 4 generazioni, legate alla presenza di piante che montano a seme, e l inverno viene superato come larva matura all interno dei capolini disseccati. DIFESA: intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Tipule* (Tipula oleracea, T. paludosa, T. italica; Ditt. Tipul.). Le larve (apode, color grigio piombo, lunghe 30-35 mm, con l estremità caudale fornita di processi conici la cui disposizione varia nell ambito delle singole specie) divorano il lembo delle foglie più vicine al suolo. Tipula oleracea compie 2 generazioni all anno con adulti in aprile-maggio G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 415 G 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini