SEZIONE G

G 416 a g c f AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE e in settembre-ottobre; le altre due specie compiono una sola generazione all anno. Gli adulti, noti volgarmente come zanzaroni degli orti , sono lunghi 15-25 mm. Le femmine depongono le uova nel terreno, soprattutto dove esistono ristagni di umidità. DIFESA: trattamento con deltametrina al verificarsi dei primi danni. Acaro invernale del grano* (Penthaleus major; Acar. Pental.). un acaro color zaffiro, con zampe color corallo, fornito di apertura anale dorsale. Con la sua attività determina la comparsa di aree rugginose sul lembo fogliare. Compare nelle coltivazioni in rare occasioni, danneggiando le piante in fitocella e quelle messe a dimora. Gli attacchi sono favoriti da periodi freschi e umidi. DIFESA: intervento con benzossimate in casi del tutto eccezionali e su piante in vivaio. Limaccia grigia*** (Deroras reticulatum, D. agreste, Tandonia budapestensis ; Gast. Limac.). Compiono erosioni fogliari, soprattutto durante periodi con persistente bagnatura della vegetazione. DIFESA: distribuzione di calce, su fascia di terreno della parte perimetrale dell appezzamento, per ostacolare l entrata dall esterno delle limacce; distribuzione di esche commerciali a base di metaldeide o di fosfato ferrico; ricorso alla lotta biologica con la distribuzione di sospensioni del nematode molluschicida Phasmarhabditis hermaphrodita. Peronospora*** (Bremia lactucae ; Oomycota). Può colpire diverse composite (oltre alla lattuga, indivia, cicoria, cardo e carciofo). La lattuga viene attaccata a livello fogliare a partire dalle foglie cotiledonari, che ingialliscono e disseccano; in seguito le infezioni riguardano soprattutto le foglie esterne, che manifestano sulla pagina superiore macchie giallastre spesso delimitate dalle nervature, in corrispondenza delle quali, sulla pagina inferiore, si sviluppa una efflorescenza biancastra (costituita da conidiofori e conidi). Le foglie colpite possono essiccare completamente. Lo sviluppo della malattia può procedere anche dopo la raccolta, durante il trasporto. Il patogeno si conserva sui residui colturali, fondamentalmente come micelio, da cui la malattia viene diffusa sulle nuove piante. Le infezioni sono favorite dalle piogge, bagnature prolungate, temperature non elevate (10-20°C). Per tale motivo la malattia è più pericolosa nei cicli di coltivazione autunnoinvernali e primaverili, compresi quelli in ambienti protetti. DIFESA: è basata su pratiche agronomiche di prevenzione (rotazioni, distruzione dei residui colturali infetti, drenaggio del terreno, sesti d impianto non troppo fitti, irrigazioni controllate, aerazione degli ambienti protetti) e su interventi con fungicidi (i prodotti disponibili sono numerosi: fenilammidi, cymoxanil, strobilurine, ametoctradin, fosetyl-Al, fluopicolide + propamocarb). Attualmente sono molto utilizzate, inoltre, le varietà resistenti, anche se il patogeno è dotato di una elevata capacità di superare la resistenza. Alternariosi* (Alternaria cichorii; Asc.) (®Cicoria). Antracnosi ** (Microdochium panattonianum, syn. Marssonina panattoniana ; Asc.) (®Cicoria). Cercosporiosi* (Cercospora longissima ; Asc.) (®Cicoria). Maculatura concentrica (tel. Pleospora herbarum, an. Stemphylium botryosum lactucum ; Asc.). Colpisce la lattuga a livello delle foglie, in tutti gli stadi di sviluppo. I sintomi iniziali sono rappresentati da piccole macchie idropiche, che rapidamente si sviluppano originando macchie rotondeggianti di diametro non superiore a 1 cm e di colore bruno, con zonature concentriche (da cui il nome) e una parte centrale più chiara, che può anche staccarsi. In presenza di elevata umidità sul tessuto infetto si G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 416 5/30/18 9:44 AM s c n p ti s M ( M to ( n S a ti a q la m fo u e in s c fa d ( d R u in d m e n c la d r n b m c n c

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini