SEZIONE G

G 420 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE della lamina, presentano consistenza più spessa del normale e frattura vitrea. Le piante infette rimangono piccole e hanno le foglie centrali del cespo poco o non sviluppate. Riguardo agli aspetti epidemiologici della malattia, vale quanto esposto per il giallume occidentale della bietola. DIFESA: consiste nell eliminazione, prima del trapianto delle piantine di lattuga, delle sorgenti d infezione del virus, rappresentate da erbe spontanee situate all interno e nella vicinanza della coltura, e nella lotta agli afidi prima della comparsa dei sintomi della virosi. i f Ispessimento nervale* (Mirafiori lettuce virus 5 MiLV, gen. Ophiovirus). Si mani- festa con un evidente imbianchimento delle aree adiacenti ai fasci vascolari delle foglie, che sembrano accentuare le dimensioni delle nervature, e una marcata riduzione di sviluppo delle piante che spesso non formano il grumolo. MiLV di frequente si trova associato a un altro virus (Lettuce big-vein associated virus 5 LBVaV; gen. Varicosavirus), che infetta la composita in forma latente. Entrambi i virus sono trasmessi da isolati del fungo radicale chitridiomicete Olpidium brassicae. Le particelle virali sono portate all interno delle spore durevoli del vettore che rimangono vitali nel terreno e mantengono la capacità di trasmettere il virus per parecchi anni. Lo sviluppo del vettore è favorito dall elevata umidità del terreno. DIFESA: è di difficile realizzazione e scarsamente efficace in presenza di elevati livelli di materiale d inoculo nel terreno. Si può intervenire con l attuazione di lunghe rotazioni (di almeno 10-12 anni), la disinfezione del terreno mediante la solarizzazione, la sistemazione del suolo per evitare i ristagni idrici. Sono disponibili varietà della composita parzialmente resistenti. Pseudogiallume* (Beet pseudo-yellows virus 5 BPYV, gen. Crinivirus). Si evidenzia con sintomi simili a quelli descritti per il giallume occidentale della composita. La modalità di trasmissione dell agente della virosi e i criteri di DIFESA: sono gli stessi esposti per lo pseudogiallume del melone. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 420 5/30/18 9:44 AM m ® g C n to fu c g d p M c a n m o i Maculatura necrotica*** (Tomato spotted wilt virus 5 TSWV, gen. Tospovirus). Le foglie manifestano una maculatura anulare giallastra; in seguito, le aree alterate necrotizzano e si espandono fino a interessare gran parte della lamina di parecchie foglie del cespo. Le piante colpite arrestano il loro sviluppo e spesso finiscono con l avvizzire. Riguardo agli aspetti epidemiologici di TSWV e la DIFESA: ®Avvizzimento maculato del pomodoro. Mosaico*** (Lettuce mosaic virus 5 LMV, gen. Potyvirus). Le manifestazioni fogliari variano, a seconda della sensibilità varietale, da una transitoria decolorazione delle nervature, seguita da malformazioni e accartocciamento della lamina, alla pressoché assenza di sintomi. In ogni caso, le piante colpite nelle fasi iniziali di vegetazione presentano un accentuata riduzione del grumolo. LMV infetta anche le scarole, le indivie e i radicchi, con manifestazioni simili a quelle in lattuga, composite spontanee e alcune leguminose; si trasmette tramite il seme della composita e mediante numerose specie di afidi in modo non persistente. Le piante originate da semi infetti costituiscono la principale sorgente d inoculo per gli afidi vettori. DIFESA: è fondamentale l impiego di seme sano. consigliabile anche il distanziamento delle nuove coltivazioni da altre colture di lattuga infette e la coltivazione di varietà resistenti, tenendo presente che in parecchie aree di coltivazione della composita sono diffusi isolati di LMV, capaci di infettare anche queste cultivar. T C m a e C n b Ic s fi r p f F M c d M te c M in fi c

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini