Ligustro

G 424 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE S Tonchi*** (Bruchus ervi, Bruchus lentis, Bruchus brachialis ; Col. Bruch.). La larva si sviluppa all interno dei semi maturi per poi dare l adulto che fuoriesce dai semi infestati sollevando l opercolo che chiude la sua cella d impupamento. Gli adulti compiono l ovodeposizione in campo, sui baccelli. Le tre specie compiono una sola generazione con adulti che, dopo essere sfarfallati dal seme immagazzinato, si rifugiano per poi fuoriuscire nella successiva primavera. DIFESA: eventuale ricorso alla fumigazione con fosfina. f Antracnosi* (Dydimella pisi, syn. Ascochyta pisi ; Asc.). La malattia si manifesta su foglie e baccelli con la comparsa di macchie rotondeggianti, ovali o allungate, bianco-grigiastre al centro e con bordo bruno rossastro. Nell ambito delle macchie si formano corpiccioli puntiformi (picnidi) che rilasciano conidi responsabili di nuove infezioni. La malattia è favorita da un andamento climatico primaverile freddo e umido. Il patogeno si conserva tramite conidi presenti sui resti delle colture infette e sui semi. DIFESA: ricorso a rotazioni, almeno quadriennali, della coltura e del pisello; impiego di seme sano o conciato con thiram; ricorso a interventi con sali di rame; distruzione dei residui colturali infetti. g e in n s f D v M Marciume basale* (Sclerotinia sclerotiorum ; Asc.). responsabile di una forma di mar- ciume della parte basale della pianta, con sviluppo di una muffa biancastra, nell ambito della quale si differenziano masserelle nere (sclerozi) che costituiscono gli elementi di conservazione del fungo. DIFESA: non necessaria. c C presentano sviluppo ridotto, internodi raccorciati, foglie con la lamina stretta e malformata, produzione molto scarsa, costituita da baccelli e semi piccoli e malformati. Per gli aspetti epidemiologici di BYMV e le misure di DIFESA: ®Mosaico giallo del fagiolo. v V Ligustro (Ligustrum vulgare) i C (sori) che erompono lasciando fuoriuscire una massa polverulenta di spore (uredospore e teleutospore). Lo svernamento avviene attraverso teleutospore, ma nelle zone con inverno mite la forma teleutosporica può mancare, nel qual caso lo svernamento è assicurato dalle uredospore. DIFESA: eventuale ricorso a trattamenti con sali rameici. Mosaico con enazioni* (Pea enation mosaic virus-1 5 PEMV-1, gen. Enamovirus). ®Mosaico con enazioni del pisello. Mosaico giallo** (Bean yellow mosaic virus 5 BYMV, gen. Potyvirus). Le piante infette i c c i Ruggine* (Uromyces viciae-fabae; Bas.). Attacca anche la fava, con comparsa di pustole v A d s le Aleirodide degli agrumi* (Dialeurodes citri ; Rinc. Aleirod.). Infesta la pagina inferiore delle foglie e produce melata che consente lo sviluppo della fumaggine. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia bianca del gelso** (Pseudaulacaspis pentagona ; Rinc. Diasp.). una cocciniglia con follicoli femminili rotondeggianti di colore biancastro e con esuvie rossastre, mentre i follicoli maschili sono allungati, bianchi, con esuvia apicale gialla. Infesta il fusto e i rami. ®Gelso per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con clorpirifos, clorpirifos-metile, bupofezin e olio bianco estivo. Sifonino* (Siphoninus phillyreae ; Rinc. Aleir.). Ha adulti (1,5 mm di lunghezza) con il corpo e le ali coperte di bianca polvere cerosa. I pupari presentano, sul dorso, tubuli cilindrici che secernono cera. La cera e la melata imbrattano la vegetazione, consentendo lo sviluppo della fumaggine. L insetto compie 3 o più generazioni all anno e sverna allo stato adulto. DIFESA: non necessaria. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 424 5/30/18 9:44 AM b L c o d d c te s fu m a b M ( b m v n O c p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini