SEZIONE G

L Limone (Citrus x limon) e li oe. e n- a, ni n o e a ù ota. o. a e c- ro o. a e o e e ann e, o G 429 Acaro delle meraviglie* (Aceria sheldoni ; Acar. Eriof.). Attacca i fiori, causandone lo sviluppo ipertrofico e il successivo disseccamento. Le punture compiute sui frutticini appena formati portano alla comparsa di limoni deformi (noti come meraviglie ) dall aspetto tentacolato per l abnorme sviluppo dei carpelli che crescono separati. L eriodife sverna annidato nelle gemme e compie svariate generazioni. DIFESA: negli impianti adibiti alla produzione dei verdelli interventi con olio bianco a fine luglio, dopo la forzatura. Eriofide rugginoso degli agrumi** (Aculops pelekassi ; Acar. Eriof.). Causa la comparsa di una rugginosità giallastra interessante talora gran parte del frutto. La cv. Monachello è alquanto suscettibile. Sverna allo stato adulto e compie 10-15 generazioni all anno. DIFESA: 1-2 interventi con olio bianco realizzati a fine inverno e ricorso al trattamento con acaricidi (®Panonychus citri). c Marciume bruno* (Phytophthora citrophthora, P. cactorum, P. citricola, P. syringae, P. f Antracnosi* (Colletotrichum gloeosporioides; Asc.). Può interessare diverse specie di agrumi (oltre al limone, generalmente mandarino e clementino). Attacca rametti indeboliti per altre cause e si manifesta con la presenza di puntini neri costituiti dagli acervuli disposti in cerchi concentrici. Il frutto viene interessato dopo l invaiatura con macchie nerastre e secche in corrispondenza del peduncolo (in particolare su mandarino), ma anche isolate e cuoiose confondibili con altre avversità. Le lesioni peduncolari conducono alla mummificazione del frutto e sul limone interessano i frutti della fioritura primaverile ed estiva ( verdelli ). I frutti possono cadere a terra. DIFESA: dal momento che la malattia viene favorita da elevati tassi igrometrici, è opportuno ricorrere ad una tecnica colturale che garantisca il maggiore arieggiamento possibile della chioma oltre che un equilibrato stato vegetativo. hibernalis; Oomycota). Colpisce i frutti, il colletto, le radici e l arancio. G Botrite* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Può interessare di- verse parti della pianta (tronco, branche, fiori e frutticini, frutti dopo la raccolta). Frequenti piogge e/o alte umidità in fioritura consentono le infezioni in questa fase causando l annerimento dello stigma e cascola. La permanenza dei residui fiorali aderenti al frutto in accrescimento causa, specialmente su limone, suberosità che ne danneggiano l aspetto esterno in modo permanente. DIFESA: si sconsiglia l uso di tutte le pratiche agronomiche che rendano difficoltoso l arieggiamento della chioma mentre la limitata protezione garantita da interventi chimici ne diminuisce o annulla la convenienza. Fumaggine* (Vari funghi, principalmente Capnodium citri ; Asc.). una patina nerastra di natura fungina, superficiale, che deturpa foglie, rami e frutti. Dipende dalle secrezioni di afidi e cocciniglie e dalla melata fisiologica. Infatti i funghi coinvolti non assumono alcun rapporto con la pianta limitandosi a sopravvivere sulle sostanze zuccherine legate alla presenza di altre avversità. La malattia, se trascurata, fa intristire le piante e soprattutto provoca danni estetici ai frutti in seguito difficilmente commerciabili. DIFESA: evitare gli elevati livelli di umidità con opportune tecniche agronomiche per sfavorire l infestazione degli insetti che sono alla base della presenza della fumaggine con trattamenti che devono essere rivolti essenzialmente contro di essi. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 429 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini