SEZIONE G

G 430 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mal secco*** (Plenodomus tracheiphilus, syn. Phoma tracheiphila; Asc.). Interessa anche cedro, bergamotto, limetta e arancio amaro. I primi sintomi si manifestano sulle foglie apicali che mostrano decolorazioni e ingiallimenti, soprattutto in corrispondenza delle nervature. Con il tempo si ha caduta delle foglie e disseccamento dei rametti; nel caso di infezioni della parte epigea il decorso della malattia è lento e si ha l emissione di numerosi polloni. Se invece l infezione prende avvio dalle radici, si ha la morte della pianta in breve tempo. Altro sintomo è costituito dalla tipica colorazione salmone che assume il legno infetto. Sui frutti immaturi si verificano ingiallimenti parziali o totali della buccia mentre quelli invaiati appaiono rossastri, appassiti e cascolano. La malattia si propaga attraverso i conidi che penetrano attraverso le ferite nel periodo ottobrefebbraio in concomitanza di periodi umidi e piovosi. DIFESA: i principali accorgimenti di natura agronomica sono: estirpare le ceppaie di piante infette; tagliare e bruciare i rami infetti (il taglio va effettuato almeno 30 cm al di sotto della parte secca, avendo cura di disinfettare gli attrezzi utilizzati e di proteggere le superfici di taglio con appositi mastici); evitare le lavorazioni al terreno da metà autunno a primavera avanzata; eseguire le operazioni di potatura preferibilmente nella tarda primavera e con l occasione eliminare i polloni che si sviluppano al di sotto del punto d innesto; non eccedere nelle concimazioni azotate. Nel periodo compreso tra ottobre ed aprile e solo in seguito ad eventi meteorici avversi (grandinate, gelate, forti venti, ecc.), si consiglia di intervenire con composti rameici. Septoriosi* (Septoria citri, S. citricola, S. limonum ; Asc.). Interessa in particolare il limone, ma è stata segnalata anche su arancio. Sulle foglie compaiono piccole macchie brunastre circondate da aloni di diversa tonalità in funzione del momento della formazione. La prematura filloptosi rappresenta il danno maggiore. I frutti presentano piccole punteggiature nerastre, depresse interessanti il solo flavedo. Dopo l invaiatura i sintomi risultano più evidenti e riguardano principalmente quelli delle parti basali della pianta e posti internamente alla chioma. La sintomatologia può essere confusa con quella provocata da frequenti applicazioni con prodotti rameici o da abbassamenti termici. DIFESA: la presenza di alti tassi igrometrici dovuti anche a sistemi irrigui soprachioma, sesti di impianto molto fitti ed errate potature rappresentano i fattori agronomici da modificare eventualmente. I danni possono essere ridotti attraverso un trattamento rameico effettuato verso la fine di ottobre. b Piticchia batterica* (Pseudomonas syringae pv. syringae; Gracilicutes). Si tratta di ma- lattia batterica ciclicamente ricorrente, soprattutto legata a inverni freddi e piovosi. Vengono danneggiati frutti, rametti e foglie. Sul frutto (particolarmente su limone) si presenta con piccole macchie scure, incavate e a volte confluenti. Al fondo delle giovani lesioni si possono osservare goccioline di essudato batterico. Le macchie possono continuare a svilupparsi anche in post-raccolta favorendo l insediamento di agenti di marciumi. Il batterio è rintracciabile anche sui rametti di 1-2 anni e nelle foglie. DIFESA: devono essere evitati i traumi provocati da gelo, grandine e forti venti (es. uso di frangivento). I prodotti rameici distribuiti a fine ottobre-inizio novembre risultano efficaci sui rametti, ma sono sostanzialmente inutili per la protezione dei frutti. v, vd Virosi, malattie da viroidi e da spiroplasmi* (®Arancio). sppl C b r q D n z c lo I m s fe D fi p d d m D la in s tu e E c r s n F In te d P n tr v c li M fis Anomalie genetiche diverse (®Arancio). G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 430 C N 5/30/18 9:44 AM

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini