SEZIONE G

ne a el e a e li a eti i o iee e d e il ca o a li a nui ri n ai. si oo di A: nci L Limone (Citrus x limon) G 431 Cascola dei frutti (®Arancio). Colpo di sole. In caso di eccezionali temperature estive, con alte intensità luminose e bassa umidità atmosferica, si possono avere cascole dei frutticini che necrotizzano e rimangono attaccati alla pianta. I frutti che riescono ad accrescersi rimangono comunque esteticamente danneggiati anche da spaccature. Danni da freddo. I principali sintomi provocati da abbassamenti termici su agrumi van- no da una anormale colorazione antocianina dell epicarpo, alla necrosi, mummificazione e caduta nelle prime fasi di sviluppo. I frutti invaiati vengono danneggiati nella colorazione della buccia; inoltre si verificano rottura delle ghiandole oleifere (oleocellosi), macchie più o meno depresse che possono ospitare funghi saprofiti e cascola. I danni interni al frutto sono rappresentati dalla disorganizzazione della polpa con formazione di lacune per la perdita di acqua o di cristalli di esperifdina, ecc. Tutte le varie sintomatologie, così come la loro gravità, sono strettamente dipendenti dalla durata del fenomeno e dall entità dell abbassamento termico. Danni da grandine. Negli areali italiani il pericolo di grandinate inizia da metà estate fino all inizio della primavera e quindi il frutto può trovarsi in molteplici stadi di sviluppo in funzione dei quali, insieme all intensità della meteora, i danni possono assumere diversa gravità. Gli esiti possono essere la cascola dei frutti piccoli oppure lesioni di diversa entità su quelli che si trovano negli stadi successivi dando origine a oleocellosi, malformazioni e marcescenze di vario tipo. G Danni da vento. I danni possono verificarsi in diverse stagioni dell anno e interessano la chioma, ma anche fiori e frutti. Indirettamente i danni da vento possono favorire le infezioni fungine e batteriche. L azione della meteora sui frutti può per esempio causare sfregamenti sui rami ( ramiature ), possono determinarsi oleocellosi, rugginosità, tuberosità, necrosi, ecc. Venti caldi causano eccessiva traspirazione della pianta non equilibrata da assorbimento radicale con, generalmente, caduta dei frutti a terra. Endoxerosi. Limita la sua dannosità ai verdelli (frutti estivi). Si presenta inizialmente con un solo tenue ingiallimento della buccia che, qualora il frutto non cascoli, alla raccolta conduce all ottenimento di frutti con colonna carpellare interna imbrunita e, sempre all interno, gommosi con lacune variamente distribuite. Alla base dell alterazione ci sono squilibri idrici in concomitanza di elevate temperature ambientali. Frutti costoluti (®Arancio). Ingiallimento precoce o falsa maturazione. I frutti affetti da questa fisiopatia, che in- teressa anche l arancio, sono di piccola pezzatura con buccia liscia dal colore tipico del frutto maturo. Le cause possono essere molteplici, variamente interagenti tra loro. Potature trascurate, con scompensi tra l apparato fogliare e radicale, carenze nutrizionali (es. ferro, potassio), infezioni fungine (appartenenti ai generi Phytophthora o Botryosphaeria), elevate temperature con insufficienti precipitazioni vicino all invaiatura, venti caldi, ecc. Intervenire il più presto possibile con irrigazioni evitando l eccessivo carico di frutti rappresenta un importante accorgimento tecnico che contribuisce alla limitazione dell alterazione Maculatura anulare concentrica (®Pompelmo). Necrosi dell estremità stilare (®Bergamotto). G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 431 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini