Liquidambar

L Lonicera (Lonicera spp.) li uni el ae ti nrsi pvi e li ne o si ni re di ti n p- di e o a te ele oo, G 433 rappresentato dagli elementi di diffusione del fungo (uredospore). Sui medesimi organi, coperti dall epidermide, si differenziano croste nere (teleutosori) inizialmente di colore rosso-bruno ed infine nero, che formano teleutospore svernanti. Nelle regioni con inverno mite lo svernamento avviene anche sotto forma uredosorica. Le piante colpite sono inutilizzabili. Le varietà attualmente coltivate sono resistenti. DIFESA: ricorso alle varietà resistenti. Septoria* (Mycosphaerella linicola, syn. Septoria linicola ; Asc.). Si manifesta sulle fo- glie con macchie scure, rotondeggianti o irregolari con successivo imbrunimento e disseccamento di ampie zone del lembo. Sul fusto si osservano tratti di tessuto imbrunito, in vicinanza dell inserzione delle foglie, alternati da zone ancora verdi. Analoga sintomatologia compare sulle capsule abortite o portanti semi striminziti. Tutte le parti alterate si ricoprono poi di punteggiature nere (picnidi). La malattia è ormai del tutto scomparsa e si è riscontrata soprattutto in passato in seguito all utilizzo di materiale sementiero proveniente dal Marocco. DIFESA: non necessaria. Liquidambar (Liquidambram styraciflua) i f Tripide del cacao* (Selenothrips rubrocinctus; Tisanott. Trip.) (®Aceri). Cercosporiosi* (Pseudocercospora liquidambaris; Asc.). Si manifesta con piccole mac- chie necrotiche rotondeggianti, ma non causa danni apprezzabili. DIFESA: non necessaria. G Liriodendro (Liriodendron tulipifera) i Afide del liriodendro** (Illinoia liriodendri ; Rinc. Afid.). Ha individui di colore gial- f Antracnosi* (Gloeosporium liriodendri; Asc.). Colpisce le foglie determinando la com- i Afide della lonicera* (Hyadaphis passerinii ; Rinc. Afid.). Infesta, con colonie nume- lastro, tanto nelle forme attere che in quelle alate, con sifoni neri. Svolge un olociclo monoico sulla pianta; infesta le foglie causando ingiallimenti e imbrattamenti derivanti dalla melata prodotta. DIFESA: su piante in viavio eventuale intervento con aficidi. parsa di irregolari macchie isolate e sfumate di colore bruno scuro, causando disseccamenti e defogliazioni anticipati. Le infezioni sono favorite da autunni e primavere umidi e piovosi, sulle piante vegetanti sui terreni scarsamente permeabili. DIFESA: giustificabile in vivaio ricorrendo a 1-2 trattamenti primaverili con sali rameici. Lonicera (Lonicera spp.) rose, soprattutto i fiori di Lonicera etrusca. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento aficida. Nottua calcite* (Chrysodeixis chalcites; Lepid. Nott.). Le larve, lunghe a maturità circa 35 cm, sono di colore verde con punti neri sopra la linea stigmatica chiara. Esse vivono sulla pagina inferiore delle foglie compiendo erosioni per lo più rotondeggianti con rispetto della sola epidermide superiore, che poi dissecca. I danni si verificano soprattutto nel periodo autunnale e possono proseguire anche in inverno sulle piante poste al riparo dal gelo. DIFESA: intervento con formulazioni di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, Bacillus thuringiensis var. aizawai, indoxacarb o altri preparati che agiscono per contatto e ingestione. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 433 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini