Luppolo

L Luppolo (Humulus lupulus) Il fungo è assai polifago e sopravvive nel terreno per svariati anni, anche su piante asintomatiche. Le infezioni avvengono attraverso l apparato radicale. DIFESA: non necessaria in quanto riguarda solitamente un ridotto numero di piante. e aao. o uo. di ul e de e o Oidio* (Erysiphe betae; Asc.). Le parti aeree della pianta colpite dal fungo si coprono di muffa bianca dall aspetto farinoso. Le infezioni sono favorite da condizioni caldoumide. DIFESA: eventuale ricorso a trattamenti con zolfi. Sclerotinia* (Sclerotinia sclerotiorum ; Asc.). Colpisce la base del fusto, sviluppando un processo di marcescenza dei tessuti con formazione di una muffa cotonosa di colore bianco, nell ambito della quale si differenziano corpiccioli neri (sclerozi) che costituiscono gli organi di conservazione del fungo. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni con piante non suscettibili (es. frumento, mais, ecc.). v i Afide del luppolo* (Phorodon humuli ; Rinc. Afid.). Infesta le foglie in seguito alla migrazione di forme alate provenienti dal susino e dall albicocco, sul quale l afide ha svernato con uova durevoli e ha svolto la prima parte del suo olociclo dioico. DIFESA: inopportuna. G Piralide dell ortica* (Sylepta ruralis ; Lepid. Cramb.). Le larve, di colore verde, lunghe circa 25 mm, accartocciano e divorano il lembo fogliare. Compie 2 generazioni all anno e sverna con larve protette all interno di cartocci fogliari dell ortica e del luppolo, per poi incrisalidarsi alla fine di aprile. Gli adulti volano nella prima metà di maggio e dai primi di agosto fino a tutto settembre. DIFESA: non necessaria. c Peronospora* (Pseudoperonospora cubensis; Oomycota). Tutte le parti verdi della pianta sono esposte alle infezioni. Le emissioni vegetative primaverili appaiono atrofizzate, con foglie piccole e di colore giallo chiaro, con il lembo ripiegato verso il basso e ricoperto di muffa grigio-violacea. Le infiorescenze infette presentano imbrunimenti delle brattee e non sono commerciabili. Il patogeno si conserva tramite le oospore, differenziatesi in tutte le parti aeree della pianta, nonché come micelio vivace che infetta le parti sotterranee della pianta per poi invadere in primavera le nuove emissioni vegetative. DIFESA: distruzione dei germogli sintomatici. f Antracnosi* (Ascochyta humuli ; Asc.). Sulle foglie causa la comparsa di tacche piutto- e e. el o. giallo (®Fagiolo). Luppolo (Humulus lupulus) a o o. lei a nee. Mosaico giallo* (Bean yellow mosaic virus 5 BYMV, gen. Potyvirus). ®Mosaico del fagiolo e o ci. G 435 sto piccole, di forma irregolare, grigio-brune, a contorno scuro, che invadono gradualmente la lamina e ne provocano la caduta. DIFESA: non necessaria. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). grave sulle in- fiorescenze, che ricopre con muffa grigiastra, rendendole inutilizzabili. Le infezioni avvengono in coincidenza di periodi stagionali caratterizzati da persistenti condizioni di elevata umidità ambientale. DIFESA: eventuale raccolta e distruzione delle infiorescenze colpite dalla malattia. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 435 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini