Maggiociondolo

G 436 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE m p n Oidio* (Podosphaera macularis, syn. Sphaerotheca humuli ; Asc.). Sono esposti alle infezioni tralci e foglie. Le parti colpite si ricoprono di muffa bianca dall aspetto farinoso e i tessuti sottostanti imbruniscono e necrotizzano. Le infiorescenze colpite si deformano e disseccano. La diffusione delle infezioni avviene tramite i conidi, mentre la conservazione in inverno è assicurata dai cleistoteci che si formano in autunno sui tralci e sulla pagina inferiore delle foglie. DIFESA: non ci sono prodotti autorizzati. M le ti ta c c q g c Tracheomicosi* (Verticillium albo-atrum ; Asc.). Le piante colpite manifestano av- vizzimenti vegetativi. I tralci, in sezione, mostrano imbrunimenti dei fasci vascolari. Le infezioni avvengono attraverso le radici. Il patogeno si conserva nel terreno per svariati anni tramite ife caratterizzate da una parete spessa e scura. DIFESA: allontanamento e distruzione delle piante colpite. Maggiociondolo (Laburnum spp.) i Afide nero*** (Aphis craccivora ; Rinc. Afid.). Di colore nerastro, infesta foglie e grap- f Cancro degli organi legnosi** (tel. Neofusicoccum ribis, ex Botryosphaeria ribis ; Asc.). O poli fiorali. DIFESA: interventi con pirimicarb e altri aficidi. Compaiono cancri anche molto ampi su fusto e rami, con tessuto sottostante fortemente imbrunito. La pianta molto infetta ha un aspetto sofferente con caduta fogliare anticipata. In corrispondenza dei cancri si differenziano pseudoteci contenenti ascospore. DIFESA: è di tipo preventivo applicando le più adeguate cure colturali ed eventualmente, soprattutto in vivaio, eliminando i rami con i primi sintomi e disinfettando con prodotti rameici. s i e D a b lose brunastre a contorno irregolare compaiono sulla pagina superiore delle foglie. Esse si accrescono lacerandosi al centro e quando confluiscono provocano la caduta delle foglie infette. La malattia, che compare particolarmente nei mesi estivi, indebolisce le piante specialmente se accompagnata da deficit idrici. DIFESA: soprattutto in vivaio si consigliano interventi preventivi o ai primi sintomi con prodotti rameici. g c r c c p d d Ruggine*** (Uromyces pisi-sativi ; Bas.). Sulla pagina inferiore delle foglia determina la fis C Maculature necrotiche fogliari*** (Pseudocercospora laburni ; Asc.). Maculature ango- comparsa di una moltitudine di pustole che lasciano fuoriuscire una polvere brunastra, costituita da una miriade di spore destinate ad avviare nuovi processi infettivi. Le foglie colpite disseccano e cadono. La ruggine svolge un ciclo eteroico, con ospite primario rappresentato da Euphorbia cyparissias, sulle cui foglie si formano fruttificazioni picnidiche (sulla pagina superiore) ed ecidiche (su quella inferiore). Le ecidiospore, trasportate dal vento, infettano le foglie del maggiociondolo determinando dapprima uredosori con produzione di uredospore e, più tardi, teleutosori produttori di teleutospore svernanti. In primavera, dalla germinazione di queste prende origine un basidio, le cui basidiospore infettano le piante di E. cyparissias. DIFESA: indiretta con eliminazione della vegetazione colpita. Antracnosi* (Colletotrichum gloeosporioides ; Asc.). Sulle foglie compaiono tacche di dimensioni medio-grandi, di colore nocciola-brunastro che necrotizzano al centro e in seguito tendono a lacerare. Fruttificazioni agamiche (acervuli) compaiono al centro delle macchie e sono in grado di liberare conidi che diffondono il patogeno. una G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 436 to fo r la in fr n g i Magnolia (Magnolia grandiflora, M. soulangeana, ecc.) f M 5/30/18 9:44 AM A H p s r D

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini