SEZIONE G

e o e e ò s r ie o mo a a si o. il li ze o ri o o ti ae e- d uo ueni a hi M Mais (Zea mais) G 439 Diabrotica*** (Diabrotica virgifera virgifera ; Col. Crisom.). caratterizzata da adulti lunghi mediante 6 mm, di colore fondamentalmente giallo-verde, con femmine che presentano elitre gialle percorse ciascuna da tre bande longitudinali nero-bluastre. Il maschio presenta, invece, elitre quasi interamente scure tranne la regione caudale e la parte marginale che sono gialle; inoltre, rispetto alla femmina, ha antenne visibilmente più lunghe. Gli adulti compiono erosioni fogliari e, soprattutto, divorano le sete delle spighe, lasciandone solo un corto pennello. Le larve compiono erosioni sulle radici per cui la pianta si alletta e il fusto tenta di riassumere la posizione eretta, assumendo la caratteristica conformazione a collo d oca . Il coleottero compie una sola generazione all anno e sverna con uova deposte nel terreno. Le larve nascono scalarmente dalla metà di maggio a giugno inoltrato e sono attive fino a tutto luglio, quindi si impupano per dare gli adulti, le cui massime presenze si hanno dalla metà di luglio a quella di agosto. Dalla seconda metà di luglio a tutto agosto è deposta la maggior parte delle uova e le ovodeposizioni si esauriscono alla fine di settembre. DIFESA: ritardare l allargamento dei focolai attraverso il controllo territoriale delle coltivazioni con operazioni di monitoraggio realizzate con trappole cromoattrattive e a feromoni; ricorso alla rotazione della coltura; divieto del trasporto di granella e trinciato dalle zone infestate, ecc., in attuazione del Decreto di lotta obbligatoria d.m. 23/2/2000 (G.U. n. 88 14/4/2000); impiego di seme conciato con teflutrin distribuzione localizzata alla semina di insetticidi microganulari (clorpirifos, lambdacialotrina, teflutrin); trattamento contro gli adulti con piretroidi (deltametrina, alfacipermetrina, lambdacialotrina, ciflutrin, zetacipermetrina). G Elateridi*** (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputator, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve, filiformi, coriacee e giallo-lucenti, compiono erosioni sull apparato radicale causando la morte delle giovani piante e, conseguentemente, forti fallanze nelle coltivazioni. Molto temibili sono le infestazioni sulle colture di mais effettuate in successione al medicaio o al prato stabile, i cui terreni ospitano generalmente elevate popolazioni di larve. ®Bietola per gli aspetti biologici. DIFESA: utilizzo di seme conciato con thiacloprid e teflutrin; localizzazione alla semina di geodisinfestanti granulari (clorpirifos, lambdacialotrina, teflutrin, zetacipermetrina). Nottue del mais* (Sesamia cretica, S. nonagrioides ; Lepid. Nott.). Le larve (3-4 cm di lunghezza) sono in entrambe le specie di colore giallo-rosato, apparentemente simili, che si distinguono esclusivamente per la chetotassi dorsale del IX urite. Esse scavano gallerie nel fusto, nell asse delle pannocchie e penetrano nelle spighe per divorarne le cariossidi. Gli attacchi possono interessare le piante all inizio del loro sviluppo, nel qual caso disseccano; le altre si indeboliscono e si stroncano in occasione di forti temporali. Gli adulti, molto simili nell aspetto, hanno ali anteriori grigio-giallastre; nei maschi di S. nonagioides le antenne sono bipettinate, mentre in S. cretica sono presenti 4 ciuffi di setole su ciascun segmento. Le femmine depongono le uova, non in ovoplacche, inserendole frequentemente sotto le guaine fogliari, meno frequentemente all esterno. Entrambe le specie svernano con larve riparate nei resti degli stocchi rimasti in campo. S. cretica compie di norma 2 generazioni all anno (talora una terza nelle regioni meridionali), mentre S. nonagrioides riesce a svolgerne 4. DIFESA: con gli stessi preparati indicati per Ostrinia nublalis, ma con livelli di efficacia inferiori in quanto le larve nascono da uova protette in gran parte sotto le guaine fogliari. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 439 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini