SEZIONE G

G 442 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Marciume della spiga da Fusarium* (Fusarium fujikuroi, syn. Gibberella fujikuroi ; M Asc.). Malattia denominata anche fusariosi della spiga , può essere causata anche da Fusarium graminearum, tipico del frumento, soprattutto nelle annate più fresche. Determina la comparsa sulla parte apicale della spiga, a partire dalle sete, di una muffa bianca che interessa le cariossidi singolarmente o a gruppi, generalmente in associazione ad attacchi di piralide. Le cariossidi presentano alla maturazione un aspetto striminzito e lo sviluppo del fungo può proseguire anche in post-raccolta se l umidità delle stesse è superiore al 14%. I danni della malattia, più che alla riduzione del prodotto, sono legati alla produzione di micotossine (fumonisine) da parte di F. verticillioides. Questa inizia dalla maturazione cerosa e prosegue fino alla raccolta e anche in post-raccolta se la granella non viene adeguatamente disseccata e conservata. Micotossine (tricoteceni) possono essere prodotte anche da F. graminearum, ma in Italia i maggiori problemi derivano dalle fumonisine, a causa delle condizioni ambientali in genere più favorevoli a F. verticillioides (l intervallo di temperatura di sviluppo dei due funghi è piuttosto ampio, ma l optimum corrisponde a 30°C per F. verticillioides e a 25°C per F. graminearum). I patogeni si conservano nei residui colturali o nel terreno e grazie ai conidi, trasportati dal vento e dalla pioggia, infettano le piante attraverso le sete o le ferite, comprese quelle da insetti. DIFESA: è basata su misure preventive di carattere agronomico volte a limitare la creazione di stati di stress per piante di tipo sia biotico che abiotico (semine precoci, concimazione azotata e irrigazione equilibrate, raccolta non ritardata facendo attenzione che l umidità non si abbassi troppo, lotta alla piralide). s ta d d le e p fa e ir ib Marciume della spiga da Aspergillus* (Aspergillus flavus ; Asc.). Si tratta di un fungo saprofita che attacca preferibilmente le cariossidi danneggiate, su cui causa la comparsa di una muffa di colore verde abbinata a marciume. Questo interessa una o poche cariossidi della spiga e può talvolta essere associato a rosure da piralide. Il patogeno si conserva nei residui colturali e nel terreno e le infezioni avvengono attraverso sete o ferite di qualsiasi natura ad opera dei conidi trasportati principalmente dal vento. Lo sviluppo del fungo è ottimale a temperature prossime a 30°C. Gli attacchi possono continuare anche dopo la raccolta se l umidità della granella è superiore al 14%. Come per Fusarium i problemi derivano principalmente dalla produzione di micotossine (aflatossine), che viene favorita sulla pianta da alte temperature e stress idrico e in generale da temperature comprese fra 20°C e 30°C e umidità comprese fra 14°C e 32°C. DIFESA: ®Marciume della spiga da Fusarium. Marciume della spiga da Penicillium* (Penicillium spp.; Asc.). Diverse specie di Peni- cillium sono in grado di causare una forma di marciume della spiga caratterizzato dalla comparsa sulle cariossidi, sia sulla pianta che durante la conservazione, di una muffa di colore verde-bluastro. Il patogeno si conserva in maniera saprofitaria nei residui colturali e nel terreno da cui, in condizioni favorevoli (piogge ed elevata umidità, spighe lesionate), le spore infettano le piante; il suo sviluppo parassitario può continuare anche durante la conservazione se l umidità è superiore al 18-20%. Alcune specie, inoltre, sono in grado di produrre micotossine dannose agli animali. DIFESA: è basata su misure volte a evitare la formazione di lesioni sulla pianta e, durante la conservazione, a creare condizioni sfavorevoli al patogeno (aerazione dei magazzini, temperature inferiori a 10°C e umidità inferiori a 13-15°C. DIFESA: ®Marciume della spiga da Fusarium. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 442 5/30/18 9:44 AM b A te lo c fo p lo p le c d id to r M m la m a i p s la a n d c tr ftpl A s m e s

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini