Mandarino

G 444 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE con cariossidi piccole e non nutrite. L agente della malattia è trasmesso dagli individui adulti del cicadellide Reptalus panzeri che compaiono nelle coltivazioni di mais da metà giugno a inizio agosto. L infezione è acquisita dalle ninfe di terza età, presenti verso la metà di ottobre, che si nutrono sul capillizio radicale di piante di mais infette; esse passano l inverno sul grano. DIFESA: evitare la successione grano-mais nello stesso appezzamento di terreno per contrastare lo sviluppo dell insetto vettore del fitoplasma. v C c C p fo C Nanismo maculato* (Maize dwarf mosaic virus 5 MDMV, gen. Potyvirus). Si manifesta il tr con la presenza sulle foglie giovani di striature internervali di colore verde-giallo; man mano che le foglie diventano adulte, le striature si attenuano mentre la lamina assume una pigmentazione rossastra. Di norma l infezione ha un influenza limitata sulla produzione delle piante. Il virus, diffuso da afidi in modo non persistente, infetta numerose specie di graminacee fra cui il sorgo, che manifesta areole rossastre su gran parte della lamina, e il Sorghum halepense, che consente la sopravvivenza del virus nel periodo invernale. DIFESA: il miglior modo per controllare la virosi è eliminare le piante di S. halepense situate all interno e nei dintorni dei campi di mais e coltivare ibridi poco sensibili. C m e s e Ic e in Nanismo giallo* (Barley yellow dwarf virus-PAV 5 BYD-PAV, gen. Luteovirus). ca- ratterizzato da striature rossastre, per lo più localizzate ai margini delle foglie adulte. L intensità dei sintomi e l incidenza della virosi sulla produzione variano grandemente in rapporto alla sensibilità degli ibridi e alla precocità dell infezione. Trasmissione del virus: ®Nanismo giallo dell orzo. DIFESA: impiego di ibridi poco sensibili. Nanismo ruvido* (Maize rough dwarf virus 5 MRDV, gen. Fijvirus). Le piante colpite si presentano molto più piccole di quelle sane, con le foglie adulte di colore verde scuro e interessate da piccole escrescenze (enazioni) localizzate lungo le nervature nella pagina inferiore. Nei casi più gravi le infiorescenze sono sterili. MDRV infetta altre graminacee, ma è dannoso solo al mais. In natura è trasmesso dalla cicalina Laodelphax striatellus. L insetto sverna come ninfa in diapausa su graminacee spontanee e consente la sopravvivenza del virus nel periodo invernale, quando mancano le piante ospiti. DIFESA: si basa sulla scelta di ibridi poco sensibili e sulla lotta chimica al vettore, che può essere effettuata mediante trattamenti primaverili alle graminacee spontanee circostanti le coltivazioni di mais, con la concia del seme o la localizzazione dell insetticida al momento della semina. M tu m la M N e R d D ti z Mandarino (Citrus nobilis var. deliciosa) i Afide bruno degli agrumi* (Toxoptera aurantii ; Rinc. Afid.). un afide con individui di colore bruno che infestano la pagina inferiore delle giovani foglie. Le sue popolazioni vengono decimate da parassitoidi. ®Arancio per gli aspetti biologici e la difesa. c Afide verde degli agrumi** (Aphis spiraecola ; Rinc. Afid.). Ha individui di colore verde che colonizzano le foglie dei germogli, causandone forti accartocciamenti. ®Arancio per gli aspetti biologici e la difesa. Aleirodide spinoso degli agrumi** (Aleurocanthus spiniferus ; Rinc. Aleirod.) (®Arancio). f M P p A B M Ceroplaste degli agrumi* (Ceroplastes sinensis ; Rinc. Cocc.). una cocciniglia cerosa che infesta i rametti e le foglie. ®Arancio per gli aspetti biologici e la difesa. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 444 E d S o 5/30/18 9:44 AM s ir

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini