SEZIONE G

G 448 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE R Cocciniglia virgola dei fruttiferi* [Mytilococcus (5 Lepidosaphes) ulmi ; Rinc. Diasp.]. e f una cocciniglia dagli scudetti mitiliformi che infesta i rami e si localizza talora anche sui frutti. ®Ciliegio per gli aspetti morfologici e biologici della cocciniglia. DIFESA: non necessaria. Rodilegno rosso** (Cossus cossus ; Lepid. Coss.). Le larve (di colore rosso vinoso, con capo e due macchie protoraciche neri, lunghe 9-10 cm a completo sviluppo) scavano, nel fusto, gallerie dal cui foro di uscita fuoriesce rosura in forma stopposa. ®Melo per gli altri aspetti morfologici dell insetto, la biologia e la difesa. Scolitidi** (Scolytus rugulosus, S. amygdali ; Col. Scol.). Gli insetti attaccano i rami deperiti, scavando alla superficie del cilindro legnoso una galleria materna rettilinea, dalla quale si dipartono numerose gallerie larvali. La corteccia dei rami colpiti appare crivellata di piccoli fori rotondi dai quali fuoriescono i nuovi adulti. ®Ciliegio per gli aspetti biologici. DIFESA: soppressione dei rami infestati. Eriofide delle galle rameali* (Acalitus phloeocoptes ; Acar. Eriof.). Causa la comparsa di gruppi di galle sferiche alla base dei rametti. ®Susino per gli aspetti biologici. DIFESA: non necessaria. Bolla* (Taphrina deformans ; Asc.). Malattia tipica del pesco, può eccezionalmente manifestarsi anche su mandorlo (®Pesco). Cancro rameale** (Phomopsis amygdali, syn. Fusicoccum amygdali ; Asc.). una pericolosa malattia tipica del pesco, segnalata peraltro anche sul mandorlo (®Pesco). Corineo** (Stigmina carpophila, syn. Coryneum beijerinckii ; Asc.). una pericolosa malattia che può colpire tutte le drupacee e in particolare pesco, ciliegio, albicocco e mandorlo (®Pesco). DIFESA: è basata sull applicazione di prodotti rameici alla caduta delle foglie. Fumaggine* (Capnodium spp.; Asc.; Alternaria spp., Cladosporium spp.; An.) (®Olivo). Marciume radicale fibroso* (Armillaria mellea ; Bas.). Colpisce numerose specie arboree e arbustive, che manifestano uno stato di sofferenza generale, con vegetazione stentata, appassimento delle foglie fino alla morte della pianta. I sintomi caratteristici interessano le radici e la parte basale del tronco, sotto la cui corteccia (scura e depressa) si sviluppano feltri miceliali di colore biancastro o cremeo (®Melo). Marciume radicale lanoso* (Rosellinia necatrix; Asc.). Può interessare numerose piante arboree ed erbacee, che presentano sviluppo stentato e ingiallimento della chioma e, dopo qualche tempo, finiscono per disseccare. Determina il distacco della corteccia delle radici, che viene avvolta esternamente da masse di micelio soffice, sericee, di colore dapprima bianco candido e successivamente grigio-bruno (®Melo). Moniliosi** (tel. Monilinia laxa, M. fructigena, M. fructicola, an. Monilia laxa, M. fructigena, M. fructicola; Asc.). Malattia che colpisce diversi fruttiferi e in particolare le drupacee (®Albicocco). DIFESA: è basata sull applicazione di fungicidi (es. cyproconazole) in pre-fioritura e, in caso di piogge prolungate, anche in post-fioritura. Nerume o Ticchiolatura* (Venturia carpophila, syn. Cladosporium carpophilum ; Asc.). Colpisce la maggior parte delle drupacee, attaccando principalmente i frutti, su cui si manifestano macchie rotondeggianti di colore verde-olivastro, che possono confluire in chiazze scure (®Pesco). G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 448 5/30/18 9:44 AM d c S b T p c ftpl G ( v C i T f d p li p e p p e in M b z r R m c s s s c g fo a D o i A r a p

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini