Maonia

]. na. n o, r mi a, e li di A: M Melanzana (Solanum melongena) Ruggine* (Tranzschelia pruni-spinosae ; Bas.). Può colpire a livello fogliare tutte le drupacee, compreso il mandorlo (®Susino). DIFESA: per eventuali trattamenti (alla comparsa delle prime pustole) può essere impiegato il cyproconazole. Seccume dei rami* (Cytospora spp.; Asc.) (®Pesco). b Tumore batterico* (Agrobacterium tumefaciens ; Gracilicutes). Può colpire numerose piante arboree ed erbacee, tra cui le drupacee, su cui determina a livello radicale e del colletto lo sviluppo di tipiche formazioni iperplastiche globose (tumori) (®Albicocco). ftpl Giallume europeo delle drupacee* (Candidatus Phytoplasma prunorum; Mollicutes) (®Susino). v Calico* (Prunus necrotic ringspot virus 5 PNRSV, gen. Ilarvirus). Si tratta di una sindrome indotta da alcuni ceppi di PNRSV, mentre altri ceppi del virus infettano la drupacea in forma latente. Si manifesta sulle foglie di qualche ramo con una maculatura lineare o areole di colore bianco-giallo,di solito confluenti fra loro in aree estese a gran parte del lembo, a cui spesso si accompagna la mancata vegetazione di gemme a legno e a fiore. Il virus si trasmette per innesto e per seme. DIFESA: impiego di materiale di propagazione virus esente. e Maonia (Mahonia spp.) i- i a e a f re ci s- Tentredine della mahonia* (Arge berberidis ; Imen. Arg.). La larva compie erosioni che, G partendo dal margine, interessano l intera foglia. ®Crespino per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi contro le larve solo in presenza di importanti infestazioni. Mal bianco** (Erysiphe berberidis ; Asc.). Con la sua vegetazione farinosa, di colore bianco, interessa le foglie. Le parti invase dal micelio disseccano e le foglie necrotizzano e cadono. In caso di attacchi precoci, la pianta blocca l accrescimento. DIFESA: ricorso a interventi con zolfo e triazoli. Ruggine*** (Cumminsiella mirabilissima ; Bas.). una ruggine monoica che in pri- mavera causa la comparsa di piccole pustole brunastre, spesso contornate da alone clorotico. Le macchie possono confluire causando un ingiallimento e quindi un arrossamento. In caso di forti attacchi si ha atrofia fogliare e filloptosi anticipata. Le ecidiospore avviano le infezioni primarie causando sulle foglie la comparsa di tacche rossastre in corrispondenza delle quali compaiono, sul lato inferiore, pustole rugginose che rilasciano uredospore e, più tardi, teleutospore svernanti. L infezione si sviluppa grazie alla germinazione di uredospore, ecidiospore e teleutospore che penetrano nelle foglie attivamente attraverso produzione di enzimi degradativi. Il patogeno richiede alta umidità relativa e pochi gradi sopra lo zero (temperature ottimali tra 8 e 12°C). DIFESA: interventi fin dai primi sintomi con, per esempio, triazoli. La distruzione degli organi infetti rappresenta una buona profilassi. na a o- a, is. a. ; i, o G 449 Melanzana (Solanum melongena) i Afide verde del pesco*** (Myzus persicae ; Rinc. Afid.). Infesta le foglie causando depe- rimenti e ingiallimenti vegetativi. ®Pesco per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla comparsa delle infestazioni con pirimicarb, neonicotinoidi (imidacloprid, thiacloprid, thiametoxam), pimetrozine, ecc. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 449 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini