SEZIONE G

G 450 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Afide del cotone e delle cucurbitacee*** (Aphis gossypii ; Rinc. Afid.). Le colonie in- la lo d festano la pagina inferiore e superiore delle foglie. ®Melone per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla comparsa delle infestazioni con neonicotinoidi (imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, thiacloprid), pimetrozine, azadiractina, ecc. M Afide dei tuberi e dei bulbi conservati** (Rhopalosyphoninus latysiphon ; Rinc. Afid.). s c c c L afide (2 mm di lunghezza) è di colore giallastro ed è facilmente riconoscibile per i sifoni fortemente rigonfi a palloncino nella parte mediana. Le colonie infestano la zona del colletto causando deperimenti vegetativi. DIFESA: intervento alla comparsa delle infestazioni con neonicotinoidi (imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid). M Afidone della patata** (Macrosiphum euphorbiae ; Rinc. Afid.). Le colonie infestano la s pagina inferiore e superiore delle foglie. ®Patata per gli aspetti biologici. DIFESA: interventi con aficidi (imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, pirimicarb, pimetrozine, piretro naturale, azadiractina). b N 3 d i c Aleirodide delle serre*** (Trialeurodes vaporariorum ; Rinc. Aleirod.). Gli attacchi in- teressano soprattutto le colture in serra. ®Pomodoro per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: provvedimenti di difesa integrata con preparati specifici (imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, thiacloprid, ecc.) e lanci inoculativi e di arricchimento con parassitoidi (es. Encarsia formosa) e con il miride predatore Macrolophus caliginosus ; impiego di trappole cromotropiche di colore giallo per la cattura degli adulti. P p p s Bemisia** (Bemisia tabaci ; Rinc. Aleirod.). Si distingue da Trialeurodes vaporariorum per gli adulti che mantengono le ali chiuse leggermente scostate e per i pupari che hanno il bordo irregolare e interessato da sinuosità. Forme giovanili ed adulti infestano la pagina inferiore delle foglie causando deperimenti vegetativi. Alquanto polifago, compie una decina di generazione o anche più, in funzione delle condizioni ambientali, con cicli che nelle migliori condizioni si concludono in circa un paio di settimane. DIFESA: come per Trialeurodes vaporariorum. S n ti ( d te Cicalina* (Erythroneura fasciaticollis ; Rinc. Cidadell.). di colore perlaceo con due macchie rotonde nere sul pronoto e altre quattro macchie nere, delle quali le due centrali sono più piccole. Le punture compiute dall insetto determinano la comparsa di numerose depigmentazioni puntiformi che interessano talora l intero lembo fogliare delle giovani piante. Vive abitualmente su piante spontanee, sulle quali sverna allo stato adulto, per poi invadere in primavera le piantine di melanzana. DIFESA: non necessaria. T fo D T tu te L a O Dorifora*** (Leptinotarsa decemlineata ; Col. Crisom.). Larve e adulti compiono ero- sioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare l intera pianta. ®Patata per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento contro le giovani larve con chitinoinibitori oppure con Bacillus thuringiensis var. tenebrionis, metaflumizone. Elateridi* (Agriotes lineatus, A. litigiosus, A. sordidus, A. ustulatus, A. brevis, A. sputator, A. obscurus, ecc.; Col. Elater.). Le larve compiono erosioni sulle radici e sulla parte interrata del fusto. Gli attacchi interessano soprattutto le piante con pane di torba, che attrae le larve presenti nel terreno. ®Patata per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: distribuzione, al momento del trapianto, di geodisinfestanti microgranulari (es. teflutrin). Ligo rugulipenne*** (Lygus rugulipennis ; Rinc. Mir.). Gli adulti (lunghi 6-7 mm) pungono il peduncolo dei fiori, causando colature fiorali. Gli attacchi penalizzano notevolmente G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 450 5/30/18 9:44 AM a R r b in n p q d

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini