SEZIONE G

M Melanzana (Solanum melongena) a li ti. ni rro di l- e- ca o. un e ia, e- oe. e- ie n o orti o o e Il e mi b G 453 della parte basale del fusto sono gli ascomiceti Sclerotinia sclerotiorum e Thielaviopsis basicola. DIFESA: è imperniata su misure di carattere preventivo (ampi avvicendamenti colturali, impiego di seme sano o conciato e di piante sane, accurato drenaggio del terreno, concimazioni equilibrate, sesti d impianto non troppo fitti). In caso di comparsa della malattia si può fare ricorso all applicazione di prodotti rameici o microbiologici es. Trichoderma spp., curando la bagnatura della parte basale delle piante. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Oltre che causare, insieme ad altri patogeni, la moria delle piantine, il fungo è in grado di attaccare tutte le parti epigeee della pianta, sfruttando le ferite di varia natura. Sugli steli determina macchie ellittiche, che poi si espandono compromettendo l organo; su foglie e frutti compaiono macchie umide, che come quelle dello stelo, in presenza di elevata umidità si ricoprono della tipica efflorescenza grigia. Il patogeno, ad attitudine saprofitaria, sfrutta le ferite di qualsiasi natura ed è favorito da elevate umidità. DIFESA: è imperniata su misure di carattere preventivo agronomico (evitare lesioni alle piante, sesti d impianto non troppo fitti, irrigazione localizzata, eliminazione e distruzione degli organi colpiti, arieggiamento degli ambienti protetti); alla comparsa dei primi sintomi o in caso di andamento climatico particolarmente umido può essere opportuno intervenire con antibotritici (es. cyprodinil 1 fludioxonil, pyrimethanil, fenhexamid, fenpyrazamine, pyraclostrobin 1 boscalid, Bacillus subtilis). Tracheoverticilliosi*** (Verticillium dahliae, V. albo-atrum ; Asc.). è la più grave malattia della melanzana, ma può colpire numerose piante arboree ed erbacee tra cui diverse solanacee. I sintomi sono rappresentati da ingiallimenti fogliari seguiti da appassimento nelle ore più calde e disseccamento, avvizzimento parziale o totale e morte della pianta, con un decorso più o meno rapido. I tessuti vascolari legnosi appaiono in sezione imbruniti, a seguito della invasione da parte dei patogeni. Questi possono sopravvivere a lungo sia attraverso forme di conservazione nel terreno (sclerozi) sia allo stato parassitario su piante spontanee o coltivate. Le infezioni avvengono a livello radicale attraverso le ferite di qualsiasi natura; la disseminazione si realizza per mezzo dei conidi. I due patogeni si differenziano per le esigenze termiche, più elevate per V. dahliae (optimum 24-25°C); quest ultimo è la specie più diffusa in Italia. DIFESA: è basata sull uso di varietà resistenti o innestate su piede resistente e sulla disinfezione del terreno con fumiganti o calore. A causa della polifagia dei patogeni e della elevata capacità di sopravvivenza (®Dahliae), si ottengono scarsi risultati con le rotazioni. Avvizzimento batterico* (Ralstonia solanacaerum; Gracilicutes). Malattia comune a molte piante coltivate e spontanee tra cui in particolare le solanacee. In Italia è stata segnalata su patata e pomodoro. Necrosi batterica* (Pseudomonas viridiflava; Gracilicutes). Può colpire anche altre solanacee (peperone e pomodoro) attaccando foglie e fiori. Sulle foglie determina maculature angolari idropiche che portano alla deformazione e al disseccamento più o meno completo del lembo. I fiori manifestano necrosi che possono compromettere la formazione dei frutti. Il patogeno si conserva su residui colturali e piante spontanee, nel terreno, nell acqua di irrigazione e attacca le piante attraverso stomi e ferite. Il suo sviluppo è più probabile in primavera negli ambienti protetti non riscaldati in quanto è favorito da ampie escursioni termiche. DIFESA: è di tipo fondamentalmente preventivo agronomico (evitare ristagni idrici, irrigazioni localizzate, concimazioni equilibrate), eventualmente integrata con trattamenti a base di rame, in caso di comparsa dei sintomi. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 453 G 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini