SEZIONE G

ma, co e. a. ie e a e a. e e o- o a e. na. i- e e ce A: m- ai e o. to e o a M Melo (Malus communis) G 455 deposizione delle uova durevoli. DIFESA: intervento prefiorale a orecchiette di topo o dopo la fioritura con l impiego di azadiractina, imidacloprid, thiametoxam, acetamiprid, flonicamid. Afide lanigero*** (Eriosoma lanigerum ; Rinc. Afid.). Le sue colonie sono rivestite di candida cera fioccosa. L afide colonizza i rami e perfino le radici. Sui rami infestati causa la comparsa di malformazioni tumorali. Compie l intero ciclo sul melo e sverna con piccole colonie riunite nelle anfrattuosità e nelle fenditure della corteccia. DIFESA: intervento alla sfioritura, contro colonie che si rivestono di secrezioni cerose, impiegando thiametoxam. Afide verde degli agrumi** (Aphis spiraecola ; Rinc. Afid.). caratterizzato da individui color giallo zolfo. Infesta foglie e germogli. DIFESA: le infestazioni sono contenute dal trattamento realizzato con clorpirifos-metile e clorpirifos contro altri fitofagi (aspidioto e larve di carpocapsa). Afide verde del melo** (Aphis pomi ; Rinc. Afid.). un afide di colore verde che infesta la pagina inferiore delle foglie e i germogli. Compie l intero ciclo sul melo e su altre pomacee, svolgendo svariate generazioni e svernando con uova riunite in massa sui rametti dell annata. DIFESA: intervento con pirimicarb o altri aficidi. Afide verde migrante** (Rhopalosiphum insertum ; Rinc. Afid.). un afide di colore ver- G de che infesta la pagina inferiore delle foglie, causando l accartocciamento del lembo. Sverna con uova durevoli e alla sfioritura, dopo sole 2 generazioni, migra su graminacee spontanee per poi tornare sull ospite primario in autunno e concludere il ciclo con la deposizione delle uova durevoli. DIFESA: le infestazioni sono contenute dal trattamento prefiorale realizzato contro Dysaphis plantaginea. Afidi delle galle rosse* (Dysaphis devecta, D. branchoi, D. anrthrisci, D. radicola, D. chearophylli ; Rinc. Afid.). Causano l accartocciamento del lembo e l arrossamento dei corrispondenti tessuti. D. devecta attacca eccezionalmente anche i frutti, deformandoli e causando l arrossamento dei tessuti. Svernano con uova durevoli. D. devecta è a comportamento monoico e chiude assai precocemente il ciclo con deposizione delle uova durevoli in luglio. Le altre specie migrano, subito dopo la fioritura, su piantaggine, ombrellifere spontanee e valeriana. DIFESA: le infestazioni sono contenute dal trattamento prefiorale realizzato contro Dysaphis plantaginea. Antonomo del melo** (Anthonomus pomorum ; Col. Curcul.). Gli adulti (lunghi 3,5-6 mm, bruno-nerastri con una fascia chiara e obliqua sulla parte posteriore di ciascuna elitra) compaiono all ingrossamento delle gemme e le femmine fecondate depongono le uova all interno delle gemme a fiore ingrossate. La larva (apoda, biancogiallastra con capo nero, lunga fino a 8 mm) compie una serie di incisioni alla base dei petali e intonaca con le sue feci la volta interna della corolla fiorale, impedendone la chiusura, e distrugge gli elementi interni del fiore. I fiori attaccati assumono il tipico aspetto dei chiodi di garofano . La larva matura si impupa in sito per dare l adulto che fuoriesce aprendosi un foro nell involucro disseccato dei petali. Esso si alimenta per un periodo più o meno lungo compiendo piccoli fori nei frutticini per poi ripararsi sotto la corteccia o in altri ricoveri e fuoriuscire nella successiva primavera. DIFESA: intervento contro gli adulti, all ingrossamento delle gemme, utilizzando fosmet, acetamiprid /formulazione SL). G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 455 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini