SEZIONE G

m, ati idi e o o al ai. e e fi ri no se. a aki a, ea li a e n na rki e si e a li a- M Melo (Malus communis) G 457 Cacecia dei frutti** (Archips podanus ; Lepid. Tortr.). Le larve (22-24 mm di lunghezza) sono di colore verde, con capo e placca pronotale bruno brillante, verruche pilifere chiare e poco evidenti. Esse distruggono i bottoni fiorali e compiono erosioni sulle foglie e sui frutti. Gli adulti (20-24 mm di apertura alare) presentano un evidente dimorfismo sessuale. Le femmine hanno ali anteriori brune con evidente reticolatura e sfumature scure poste a metà dei margini costale ed anale. Il maschio presenta sfumature rossastre che ad ali chiuse delimitano un area centrale più chiara. Il lepidottero sverna con larve della II-III età riparate sotto una foglia aderente ai rami. Esse completano lo sviluppo alla sfioritura. Gli adulti del primo volo compaiono a partire dalla fine di maggio e le femmine depongono le uova, in ovoplacche, sulla pagina superiore delle foglie. Le nascite larvali iniziano alla fine di maggio e le larve completano lo sviluppo in circa un mese per poi incrisalidarsi e dare i nuovi adulti dalla fine di luglio alla metà di agosto. Prende avvio la seconda generazione di larve. Quelle più precoci completano lo sviluppo per dare adulti dai quali prende avvio la terza generazione di larve destinate a superare l inverno al II stadio di sviluppo. Quelle nate tardivamente a fine agosto svernano al III stadio evolutivo. Il tortricide compie pertanto 2-3 generazioni all anno. DIFESA: intervento prefiorale o a caduta petali con indoxacarb, tebufenozide, metossifenozide e successivi interventi alla nascita delle larve delle successive generazioni con indoxacarb, tebufenozide, metossifenozide, spinosad, clorpirifos-metile, clorantraniliprole Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai. G Cacecia dei germogli*** (Archips rosanus ; Lepid. Tortr.). Le larve mature (lunghe 22-25 mm) sono di colore verde con capo e placca pronotale neri, verruche pilifere chiare con peli inseriti su punto nero. Gli adulti hanno le ali anteriori brune; quelle del maschio presentano una macchia scura posta a livello del terzo distale del margine costale e un altra macchia posta nella regione mediana dell ala. La femmina ha ali uniformemente brune. Il lepidottero compie una sola generazione all anno e sverna con uova deposte in ovoplacche sulla corteccia liscia del tronco e delle grosse branche. Le nascite avvengono alla ripresa vegetativa. Le larve divorano le foglie, distruggono i fiori e compiono profonde erosioni sui giovani frutti. Raggiunta la maturità si incrisalidano entro una foglia, dopo averne arrotolato il lembo a mò di sigaro. Gli adulti compaiono in giugno e in seguito all accoppiamento vengono deposte placche di uova destinate a schiudersi nella successiva primavera. DIFESA: ®Interventi contro Archips podanus. Capua*** (Adoxophyes orana ; Lepid. Tortr.). Le larve (20 mm di lunghezza a maturità) sono verdi con capo color miele. Gli adulti hanno ali anteriori brunastre attraversate trasversalmente da strette bande più scure che formano un disegno più marcato nel maschio. Il lepidottero sverna come giovane larva di II-III età riparata sotto una foglia secca incollata ai rami con fili sericei. In primavera le larve riprendono l attività compiendo erosioni su bottoni fiorali, foglie e frutticini. Raggiunta la maturità alla fine di aprile o in maggio si incrisalidano in mezzo alle foglie danneggiate per dare gli adulti tra la metà di maggio e quella di giugno. Le femmine depongono le uova in ovoplacche sulla pagina superiore delle foglie e le larve, nate in giugno, raggiungono la maturità a metà luglio, dopo aver compiuto erosioni sulle foglie poste all apice dei germogli e alla superficie dei frutti, interessando soprattutto la zona peripeduncolare nelle cv. con corto peduncolo. Gli adulti del secondo volo compaiono alla fine di luglio o all inizio di agosto, dalle cui uova nascono larve della seconda generazione destinate a svernare dopo aver compiuto piccole erosioni sui futti. Nei meleti del Trentino e dell Alto Adige posti alle maggiori G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 457 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini