SEZIONE G

G 458 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE altitudini il tortricide compie una sola generazione all anno. DIFESA: ®Interventi preparati indicati contro Archips podanus o Impiego del granulovirus AoGV. con i Carpocapsa*** (Cydia pomonella ; Lepid. Tortr.). è il più importante carpofago delle pomacee. L adulto (15-22 mm di apertura alare) ha ali anteriori color grigio cenere interessate da striature trasversali più scure e da una macchia ocellare bruno-scura con orlatura bronzea posta nella parte distale del campo alare. La larva, sprovvista di pettine anale, è di colore giallognolo o rosato con capo, scudo pronotale e placca anale di colore castano. Il tortricide compie 2-3 generazioni all anno e sverna allo stato di larva matura in diapausa riparata entro un compatto bozzolo tessuto sotto le placche corticali, nelle anfrattuosità del tronco, nel terreno intorno al colletto, nelle anfrattuosità delle pareti dei magazzini, nelle cassette e nei cassoni di raccolta e di conservazione della frutta. L incrisalidamento avviene all inizio della primavera e dura mediamente un paio di settimane. Il primo volo avviene durante la fioritura e le uova vengono deposte, per lo più isolate o al massimo accoppiate e leggermente sovrapposte, sulla pagina superiore delle foglie poste nelle vicinanze dei frutticini. Le ovodeposizioni hanno inizio alla caduta dei petali e continuano per almeno un paio di settimane. Le uova (1,25 3 0,95 mm, di forma lenticolare e con una stretta fascia marginale) sono inizialmente di colore bianco latteo (withe stage). Per lo sviluppo embrionale necessitano temperature superiori al limite biologico di 10°C e le nascite avvengono al raggiungimento di 90 gradi-giorno, dopo che le suddette hanno attraversato gli stadi di traccia di anello rosso (beginning red), anello rosso (red ring) e testa nera (black stage). La larva neonata, dopo un periodo di vagabondaggio, che dura anche un paio di giorni, penetra nel frutticino per scvare una galleria che raggiunge la zona carpellare. Il frutto colpito va perduto. La larva, raggiunta la maturità, abbandona il frutto rimasto sulla pianta o caduto a terra per poi incrisalidarsi e dare il nuovo adulto. Il secondo volo dell annata avviene in genere dall inizio di luglio a tutto agosto e le uova vengono deposte in gran parte sui frutti. Le larve della seconda generazione nate dalle ovodeposizioni più tardive, raggiunta la maturità, entrano in diapausa per superare l inverno. Quelle nate dalle ovodeposizioni più precoci si incrisalidano per dare nuovi adulti seguite dalla terza generazione larvale. DIFESA: ricorso ai metodi della confusione o del disorientamento sessuale o al trattamento ovicida, alla sfioritura, su uova appena deposte o all inizio dello sviluppo embrionale, con diflubenzuron, triflumuron, clorantraniliprole; nel periodo di nascita delle larve ricorso a trattamenti larvicidi con l impiego di granulovirus (CpGV), clorantraniliprole, thiacloprid, metossifenozide, spinosad, indoxacarb, clorpirifos, fosmet, emamectina-benzoato. Cefo* (Janus compressus ; Imen. Cef.). La femmina compie una serie di incisioni spi- ralate nella parte distale dei germogli, causandone l avvizzimento. La zona midollare è interessata da una galleria discendente scavata da una larva di colore giallognolo lunga fino a 10 mm. ®Pero per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto. DIFESA: asportazione dei germogli avvizziti o sfruttamento dell attività collaterale svolta da imidacloprid impiegato per il trattamento aficida. Cecidomia delle foglie* (Dasineura mali ; Ditt. Cecid.). Le larve (apode, di colore giallo- aranciato) attaccano le foglioline all apice dei germogli causandone l accartocciamento e impedendone il dispiegamento. In un anno si susseguono 3-5 generazioni e l inverno viene trascorso allo stato di larva interrata a qualche cm di profondità, protetta entro un bozzoletto sericeo. DIFESA: moderazione delle concimazioni azotate per ridurre la formazione in estate di germogli; lavorazione del terreno per disturbare la formazione delle pupe. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 458 5/30/18 9:44 AM C r a a u s r la fi z C z s fi p c c a c C O c c C p g r D le c z C e t d in c ta c d im C g m

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini