SEZIONE G

M Melo (Malus communis) i e nn e e a e ti a. tù e ei a te o ), o a a si o a aadi a, udi e, iè a ro- oe ezo. G 459 Cemiostoma** (Leucoptera malifoliella ; Lepid. Lionez.). La larva forma una mina foglia- re spiralata (eliconomio) con diametro fino a 1 cm. Il lepidottero compie 4 generazioni all anno con voli alla fine di aprile, nella seconda metà di giugno da fine luglio a metà agosto e nella prima metà di settembre. Le femmine depongono mediamente circa 50 uova, in modo isolato, sulla pagina inferiore delle foglie. Lo svernamento avviene allo stato di crisalide all interno di un bozzoletto sericeo biancastro tessuto nelle screpolature corticali. In seguito a forti infestazioni le piante si defogliano e i bozzoletti tessuti nella cavità calicina costituiscono motivo di rifiuto dei lotti infestati da parte delle Autorità fitosanitarie dei Paesi importatori. DIFESA: in presenza di uova intervento con diflubenzuron, triflumuron, imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, spinosad, abamectina. Cetonia funesta* (Oxythyrea funesta ; Col. Scarab.). Gli adulti (circa 10 mm di lunghez- za) sono di colore nero, pelosi, punteggiati di bianco, con il protorace interessato da sei macchie puntiformi bianche disposte su due fila. Essi compaiono all epoca della fioritura e, avidi di polline, devastano i fiori. Le larve, di tipo melolontoide, si sviluppano nel terreno a spese di sostanze vegetali in disfacimento, nel detrito delle vecchie ceppaie o che si forma in cavità del tronco di vecchie piante interessate da processi di carie. DIFESA: non necessaria nei frutteti industriali, mentre in quelli famigliari ricorso a catture degli adulti con vaschette-trappola di colore bianco, riempite con acqua e collocate sulle piante. G Cetonia pelosa* (Epicometis hirta ; Col. Scarab.). Ha adulti molto simili a quelli di Oxythyrea funesta, dai quali si distingue essenzialmente per l assenza di tacche bianche sul protorace. Il comportamento biologico è simile a quello di O. funesta. DIFESA: come per O. funesta. Cheimatobia o Falena brumale* (Operophthera brumata ; Lepid. Geom.). Durante le prime fasi vegetative le larve compiono erosioni a carico delle foglie poste all apice dei germogli e sui giovani frutti; su questi le profonde cicatrici rimangono evidenti fino alla raccolta. ®Albicocco per quanto riguarda le caratteristiche dell insetto e la biologia. DIFESA: le infestazioni vengono contenute dal trattamento realizzato in epoca prefiorale contro le larve di altri lepidotteri (es. Archips podanus, Archips rosanus, Pandemis cerasana, Adoxophyes orana) con l impiego di indoxacarb, tebufenozide, metossifenozide, spinosad, Bacillus thuroingiensis var. kurstaki e aizawai. Cicadella buffalo* (Stictocephala bisonia ; Rinc. Membrac.). Gli adulti, lunghi 8-10 mm e di colore verde, hanno un curioso aspetto per la presenza di due corni ai lati del torace e di un processo spiniforme posteriore del pronoto. L insetto sverna con uova deposte in autunno nei rami del melo e di svariate piante arboree ed arbustive, entro incisioni semilunari doppie e contrapposte. Le neanidi nascono in maggio e si lasciano cadere sulla vegetazione sottostante, sviluppandosi su medica, trifoglio ed erbe spontanee. I danni interessano soprattutto i giovani meli in allevamento, sui quali le lesioni conseguenti all attività di ovodeposizione ostacolano il regolare sviluppo scheletrico delle piante. DIFESA: ricorso allo sfalcio della vegetazione sottostante le piante per impedire lo sviluppo delle forme giovanili. Cicadetta dei fruttiferi* (Cicadetta brullei ; Rinc. Cicad.). In luglio le femmine depon- gono le uova entro serie lineari di piccole incisioni praticate con l ovopositore nei rametti, formando ferite dalle quali fuoriesce un caratteristico pennello di fibre legnose. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 459 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini