SEZIONE G

G 462 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE intervento alla nascita delle larve con Bacillus thuringiensis var. kurstaki o aizawai, indoxacarb, tebufenozide, metossifenozide, spinosad, clorpirifos-metile, clorantraniliprole, emamectina-benzoato. Euprottide* (Euproctis chrysorrhoea ; Lepid. Limantr.). Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo talora a scheletrizzare la vegetazione di piante ubicate in collina, in prossimità di macchie boschive. ®Ciliegio per gli aspetti morfologici e biologici. DIFESA: intervento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa dell infestazione larvale. Falena fiorale* [Pasiphila (5 Chloroclystis) rectangulata ; Lepid. Geom.]. La larva (lunga 20 mm, verdastra con linea longitudinale rossastra) danneggia gli elementi interni dei bottoni fiorali. L adulto (20-22 mm di apertura alare) ha ali di colore grigio-azzurro con quelle anteriori attraversate da strette bande trasversali ondulate di colore grigio-nerastro. Compie una generazione all anno con volo degli adulti da fine maggio all inizio di luglio. Le femmine depongono gruppetti di uova nelle anfrattuosità della corteccia. Queste trascorrono la restante parte della stagione vegetativa e l inverno per poi schiudersi all ingrossamento delle gemme. Le larve mature si incrisalidano nel terreno, all interno di un bozzolo sericeo impastato con particelle terrose. DIFESA: non necessaria. Falene defogliatrici* (Lycia hirtaria, Erannis defoliaria ; Lepid. Geom.). La prima ha larve di colore bruno scuro con bande laterali e trasversali e punti gialli. Sverna allo stato di crisalide e compie una generazione all anno con voli in marzo-aprile. La seconda specie ha larve bruno-rossastre con una doppia linea longitudinale rossastra e macchie laterali gialle. Sverna con uova deposte in autunno avanzato nelle anfrattuosità corticali, destinate a schiudersi in primavera. DIFESA: ricorso al trattamento con Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai alla comparsa delle larve e solo in presenza di infestazioni di significativa importanza economica. M z u m e b d d r fo n L n m r m M m g C c m M a n Fillobio* (Pyllobius oblongus ; Col. Curcul.). Gli adulti (di colore bruno, lunghi 3,5-6 mm) N compaiono durante la fioritura per compiere erosioni sul margine delle foglie e sui petali. Le femmine depongono le uova nel terreno e le larve si sviluppano compiendo erosioni sulle radici di graminacee prative (Poa, Phleum) ed altre piante spontanee (Rumex, Lamium, ecc.). L inverno viene trascorso allo stato larvale in diapausa e la metamorfosi avviene in primavera DIFESA: non necessaria. m a Lionezia* (Lyonetia clerkella ; Lepid. Lionez.). La larva forma una lunga mina fogliare serpentiforme. Il microlepidottero compie 3-4 generazioni all anno e sverna con adulti in diapausa riparati sulla pianta o in altri ricoveri. DIFESA: non giustificata. Litocollete** (Phyllonorycter malellus, Ph. blancardella ; Lepid. Gracill.). Le larve sca- vano una mina (pticonomio) interessata da punteggiature bianche nel lato superiore e dallo scollamento e pieghettatura dell epidermide inferiore. I due minatori compiono 4 generazioni all anno e svernano rispettivamente come larva matura e allo stato di crisalide nelle foglie minate cadute al suolo. Le uova vengono deposte, isolate, sul lato inferiore della foglia. Il primo volo avviene a metà aprile, in anticipo rispetto a quello di Leucoptera malifoliella ; i voli successivi avvengono nella prima metà di giugno e alla fine dei mesi di luglio e agosto. DIFESA: intervento all inizio del volo degli adulti con diflubenzuron, triflumuron, imidacloprid, acetamiprid, thiametoxam, spinosad. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 462 5/30/18 9:44 AM N N e la g c Q s O d g s g E d

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini