SEZIONE G

G 464 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE 5 frutti, fuoriesce dall ultimo frutto, si interra e si costruisce un bozzolo, quindi estiva e trascorre l inverno in diapausa per poi compiere la metamorfosi all inizio del mese di marzo. DIFESA: le eventuali infestazioni vengono contenute dal trattamento prefiorale realizzato contro gli afidi con acetamiprid. Oziorrinco* (Otiorhynchus setosulus v. Grandii ; Col. Curcul.). Gli adulti (di colore bru- no, i 6-7 mm) compiono erosioni sui bottoni fiorali e decorticano i rametti degli astoni messi a dimora. Temibili sono i danni nei vivai a carico degli innesti per l accecamento delle gemme e le decorticazioni che causano la morte delle marze. Compie una sola generazione all anno con comparsa degli adulti in aprile e svernamento allo stadio di larva matura destinata a impuparsi all inizio della primavera. DIFESA: trattamento in vivaio delle piante innestate con l impiego di piretroidi contro gli adulti. Pandemis*** (Pandemis cerasana ; Lepid. Tortr.). Le larve (lunghe 20 mm, di colore verde, con capo più chiaro, placca pronotale macchiata di bruno agli angoli posteriori) compiono erosioni su germogli, fiori e frutti. Il tortricide compie 2 generazioni all anno e sverna con giovani larve riparate sulla pianta, destinate a riprendere l attività in prefioritura e a raggiungere la maturità alla sfioritura o poco più tardi. Il primo volo avviene dalla metà di maggio a quella di giugno, il secondo dalla prima decade di luglio a tutto agosto. Le uova vengono deposte in ovoplacche sulla pagina superiore delle foglie. Le larve della prima generazione sono attive dalla fine di maggio-inizio giugno a metà luglio; quelle della seconda nascono a partire dalla fine della prima decade di agosto. DIFESA: intervento prefiorale o a caduta petali, contro le larve che hanno svernato, con l impiego di triflumuron, tebufenozide, metossifenozide, indoxacarb; intervento estivo, contro le larve neonate, impiegando Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai, tebufenozide, metossifenozide, indoxacarb, spinosad, clorpirifos-metile, clorantraniliprole, emamectina-benzoato. Piralide dei frutti o euzofera* (Europhera bigella ; Lepid. Piral.). Le larve (di colore gri- gio scuro, con capo bruno chiaro, lunghe 10-12 mm) si insediano su frutti danneggiati da altri insetti (ricamatori), dalla grandine e dagli uccelli (soprattutto gazze). Sverna come larva matura protetta all interno di un bozzoletto tessuto nelle anfrattuosità corticali e compie probabilmente 3 generazioni all anno con voli in maggio, a metà luglio e in agosto-settembre. DIFESA: impedire l insediamento dell insetto limitando i danni compiuti dai ricamatori. Piralide del mais* (Ostrinia nubilalis ; Lepid. Cramb.). Le larve compiono perforazioni e scavano gallerie nei frutti in prossimità della raccolta. Le infestazioni possono derivare da larve nate da ovodeposizioni effettuate sui frutti o da altre che hanno abbandonato piante erbacee infestanti che si sono disseccate per poi proseguire lo sviluppo sulle mele. Attacchi importanti si verificano nei meleti adiacenti a colture di mais, soprattutto in seguito alla trebbiatura di queste ultime. ®Mais per gli aspetti morfologici e biologici dell insetto. DIFESA: intervento al rinvenimento di ovature sui frutti realizzando un trattamento larvicida con indoxacarb, clorantraniliprole, alla nascita delle larve. Psille** (Cacopsylla mali, C. picta 5 C. costalis, C. melanoneura ; Rinc. Psill.). La prima specie sverna con uova deposte (da fine agosto a ottobre), nelle anfrattuosità corticali. Le altre specie svernano allo stato adulto sulle conifere per poi invadere i meleti alla ripresa vegetativa e deporre le uova su dardi, abbozzi fogliari e peduncoli fiorali. Le popolazioni neanidali di C. costalis e C. melanoneura raggiungono la massima densità tra l inizio e la metà di maggio. I nuovi adulti abbandonano il melo per migrare sulle G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 464 5/30/18 9:44 AM c s v te fl c P lu g b d b a e q m R lu r c r c s ( n p r R lu d s a c d D a R to i u s m m l p

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini