SEZIONE G

G 466 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Rodilegno giallo*** (Zeuzera pyrina ; Lepid. Coss.). La larva (lunga a maturità 50-60 mm, gialla, con verruche pilifere, capo e placca prenotale di colore nero) scava una galleria ascendente nell asse dei rametti e nel tronco, emettendo dal foro della suddetta rosura dall aspetto granulare. L adulto ha le ali bianche, disseminate di numerose macchie di colore blu metallico e un apertura alare di 5-7 cm. Il periodo di volo va dalla fine di maggio all inizio di agosto e oltre, con massime presenze tra la metà di giugno e quella di luglio. Le femmine depongono 1.000-2.000 uova, in gruppi di alcune centinaia di elementi, nelle screpolature corticali, sotto le placche distaccate della corteccia o nelle vecchie gallerie. Le larve neonate minano la parte distale dei germogli per poi ripetere le penetrazioni in punti più in basso del medesimo germoglio. In seguito scavano gallerie nei rami e nel tronco. Trascorso l inverno, completano lo sviluppo per poi incrisalidarsi all interno delle gallerie e dare gli adulti in piena estate. Le larve nate dalle ultime ovodeposizioni trascorrono due inverni per poi incrisalidarsi e dare gli adulti a metà maggio del terzo anno. DIFESA: ricorso a catture di massa degli adulti con trappole a feromoni (mass-trap); intervento con triflumuron, spinosad dopo una ventina di giorni dall inizio dei voli rilevati con trap-test; uccisione delle larve all interno delle gallerie con l ausilio di un filo di ferro. S lu d M d r T c c ( tr C a fi n T te n s g e g p Rodilegno rosso*** (Cossus cossus ; Lepid. Coss.). La larva (rossa, lunga fino a 9 cm a completo sviluppo) scava gallerie nel legno del fusto, dal cui foro viene emessa rosura di tipo stopposo. Gli adulti (7-10 mm di apertura alare, con ali anteriori di colore bruno e interessate da numerose linee trasversali grigie e marroni) volano dai primi di maggio e fine agosto. Le femmine depongono gruppetti di uova nelle anfrattuosità o sotto le placche sollevate della corteccia, alla base del tronco. Le larve vivono inizialmente gregarie per formare un ampia escavazione. In seguito scavano gallerie individuali che intaccano profondamente il cilindro legnoso. Esse completano lo sviluppo nella primavera del terzo anno, dopo aver trascorso due inverni, per poi incrisalidarsi all interno di una camera rivestita da uno strato di rosura, posta poco sotto la superficie della corteccia. DIFESA: ricorso a catture di massa degli adulti con trappole a feromoni (mass-trap); ricerca delle gallerie larvali con uccisione dell inquilina tramite un filo. a Scolitide dei fruttiferi* (Scolytus rugulosus ; Col. Scol.). Gli adulti compiono fori alla base dei dardi, all ascella dei piccioli fogliari e alla biforcazione dei rametti causando deperimenti vegetativi. Le larve scavano invece gallerie sottocorticali nei rami di piante sofferenti per la siccità o per altre cause. Compie 2 generazioni all anno, con sciamatura degli adulti in maggio-giugno e in agosto-settembre, mentre l inverno viene trascorso allo stato larvale. Le femmine scavano una galleria materna longitudinale, nel senso delle fibre, lungo le pareti della quale depongono le uova. Le larve scavano invece gallerie individuali che si dipartono da quella materna. DIFESA: mantenere le piante in buone condizioni vegetative onde evitare stati di stress favorevoli agli attacchi dello scolitide; eliminare i rami deperiti e quelli che albergano le covate dell insetto; privilegiare l impiego di fosforganici nella lotta contro i carpofagi (Cydia pomonella e ricamatrici) qualora al momento della lotta contro la carpocapsa venga riscontrata la sciamatura degli adulti dello scolitide. Sifonino* (Siphoninus phillyreae ; Rinc. Aleirod.). L adulto non differisce nell aspetto da tutti gli altri aleurodidi. Le forme immature sono invece caratterizzate dalla presenza di tubuli eretti secernenti goccioline di cera. Sverna allo stato adulto e compie 3 o più generazioni all anno. DIFESA: non necessaria. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 466 5/30/18 9:44 AM e c R e a p D e E c l s c g M p d d c s fr c lo

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini