SEZIONE G

M Melo (Malus communis) m, a a e e e nroo. o e. si li o n- a a o o e e e adi c); a ndi n e e, o e hi o; e a o a ù G 467 Sesie** (Synanthedon myopaeformis, S. tphiaeformis ; Lepid. Ses.). Le larve (gialle e lunghe fino a 25 mm) scavano gallerie sottocorticali nei rami e nella zona dell innesto di piante con notevole callo di cicatrizzazione, come in quelle innestate su M-7, M-9 e M-26. Gli adulti hanno ali che presentano ampie aree trasparenti in quanto sprovviste di squame. L adulto della prima specie è di colore blu-nero lucente, con l addome interessato da una fascia rosso-arancio posta sul quarto segmento addominale. Tortrice verde*** (Pandemis heparana ; Lepid. Tortr.). caratterizzata da larve lunghe circa 20 mm, interamente verdi e con verruche pilifere più chiare del corpo. Esse compiono erosioni su bottoni fiorali, sulle foglie e sulla superficie dei frutti. Gli adulti (20 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori di colore ocraceo-bruno, attraversate trasversalmente da una fascia mediana più scura, maggiormente marcata nel maschio. Compie 2 generazioni all anno e sverna con larve di II-III età riparate sulla pianta. Gli adulti volano da metà maggio fino a giugno-primi di luglio, quindi dall inizio di agosto fino a metà settembre, con deposizione delle uova, in ovoplacche embricate, sulla pagina superiore delle foglie. DIFESA: come per Pandemis (Pandemis cerasana). Tortrice verde scura* (Hedya nubiferana ; Lepid. Tortr.). Ha larve di colore verde in- tenso con capsula cefalica, placca pronotale, placca anale e verruche pilifere di colore nero. Gli adulti (circa 20 mm di apertura alare) hanno le ali anteriori con la metà prossimale grigio-bruna e variegata, mentre quella distale è biancastra. Compie una sola generazione all anno con volo da metà maggio a tutto giugno e larve che, senza nutrirsi, entrano in diapausa all interno di un piccolo ricovero sericeo tessuto all ascella delle gemme, per poi svernare e riprendere l attività all inizio dell attività vegetativa della pianta. DIFESA: come per Archips xylosteanus. a Ragnetto rosso dei fruttiferi*** (Panonychus ulmi ; Acar. Tetranich.). Infesta le foglie e con la sua attività trofica causa la bronzatura del lembo. Compie diverse generazioni all anno e sverna con uova deposte, spesso in gran numero, sulla corteccia dei rami di più anni. Maggiormente sensibili alle infestazioni sono le cv. del gruppo Red Delicious. DIFESA: ricorso al trattamento con acaricidi (es. abamectina, milbectina, etoxazole, exitiazox, fenazaquin, fenpiroximate, piridaben, tebufenpirad, spirodiclofen, ecc.). e Eriofide del melo* (Aculus schlechtendali ; Acar. Eriof.). Infesta le foglie causando la comparsa di una colorazione rosso-bruna e una leggera docciatura del lembo verso l alto delle foglie poste all apice dei germogli. Sverna con individui riuniti sotto le squame delle foglie e compie 4-5 generazioni all anno. DIFESA: ricorso al trattamento con abamectina, fenazaquin, spirodiclofen qualora vengano raggiunte presenze per foglia pari a 200-300 eriofidi in maggio, 500 in giugno e 700-1.000 in luglio. c Marciume da Phytophthora* (Phytophthora cactorum, Oomycota). Interessa numerose G piante, fra cui in particolare le pomacee, e può essere collegato anche a specie diverse da P. cactorum. Colpisce le piante a livello del colletto e dei frutti. Nel primo caso determina l imbrunimento dei tessuti della corteccia e del cambio e necrosi corticali, che possono interessare anche le grosse radici e la parte basale del tronco; come conseguenza la pianta va incontro a deperimento e, nei casi più gravi, anche alla morte. Sui frutti, specialmente di quelli caduti a terra, causa la comparsa di aree circolari di marciume di colore bruno che si estendono rapidamente. Il patogeno, tipicamente terricolo, si conserva come micelio e oospore nei residui colturali nel terreno per alcuni anni. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 467 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini