SEZIONE G

G 472 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ruggine* (Gymnosporangium tremelloides ; Bas.). Malattia rara in Italia, colpisce le fo- glie provocando la formazione di macchie circolari (di circa cm 1), superiormente nere e cosparse di corpi picnidici al centro e giallo-aranciate all intorno, e cosparse a livello inferiore di numerose formazioni tubercoliformi contenenti gli ecidi. un uredinale a ciclo eteroico che si sviluppa nella forma ecidica sul melo e in quella teleutosporica sul ginepro. DIFESA: le eventuali infezioni vengono contenute dai trattamenti fungicidi contro altri patogeni. Ticchiolatura*** (tel. Venturia inaequalis, an. Spilocaea pomi ; Asc.). Colpisce le foglie, i frutti e assai più raramente i rami. Sulle lamine fogliari produce macchie di forma irregolare, dapprima di colore pallido e poi fuligineo-nerastro, seguite dal disseccameno dei tessuti colpiti. Sui frutti provoca analoghe macchie di tinta olivastra o quasi nera (assumenti poi, col tempo, un aspetto spesso suberoso), di forma subrotondeggiante, in corrispondenza delle quali il frutto va soggetto talvolta ad atrofia e anche a fenditure più o meno profonde. Le infezioni si realizzano quando la superficie degli organi recettivi della pianta rimane bagnata per un tempo sufficiente (3-4 ore alla temperatura ottimale di 20°C e un tempo proporzionalmente più lungo a temperature diverse dalla ottimale) e si rendono manifeste dopo un periodo di incubazione di durata variabile in funzione della temperatura (8-14 gg alla temperatura ottimale di 20-25°C). Il patogeno sverna, nelle foglie marcescenti, differenziando le fruttificazioni ascofore, consistenti in pseudoteci globosi (diam. 90-160 ) contenenti ascospore bicellulari. DIFESA: è basata sulla protezione delle piante con fungicidi per tutto il periodo durante il quale perdurano condizioni adatte alle infezioni ascosporiche (di solito fino al frutto noce). I primi trattamenti possono essere effettuati all apertura delle gemme con composti rameici. Successivamente vengono utilizzati prodotti organici di diverso tipo (ditiocarbammati, captano, dithianon, fluazinam, dodina, triazoli, anilinopirimidine, strobilurine SDHI), preferibilmente in via preventiva ed eventualmente anche tempestiva e/o curativa. mm Arvicole* (Microtus arvalis, Microtus savii; Cric.). La prima specie è diffusa nella parte nord-orientale del Veneto, Trentino, Alto Adige, Friuli, mentre la seconda si trova in gran parte delle aree italiane tranne la Sardegna, la parte meridionale lombarda che confina con quella emiliana e tutta la parte nord-orientale. Le due specie compiono decorticazioni delle radici più grosse e della parte interrata del fusto. I danni della prima sono quelli più comuni e assai temibili negli impianti dell alta Val d Adige, mentre quelli di M. savii interessano prevalentemente colture ortive ma, in mancanza di queste, i giovani impianti. Quest ultima specie ha un attività riproduttiva che si svolge con continuità, dalla primavera all autunno, con eventuale sospensione nei periodi più caldi. La maturità sessuale è raggiunta in circa 50 giorni, la gestazione dura 24 giorni, il tempo tra una gestazione e l altra è in media di 30 giorni e si hanno 4-5 parti all anno con una media di 3-4 nati per parto. Microtus arvalis si riproduce da marzo alla fine della buona stagione compiendo almeno 4 parti, ciascuno di 4-6 piccoli che crescono velocemente e si riproducono all età di circa 3 mesi. DIFESA: distribuzione di esche commerciali, specifiche per arvicole, da localizzare entro i fori delle gallerie presenti nel terreno. Fauna selvatica (lepre e capriolo)*. Questi mammiferi compiono decorticazioni sulla parte basale del fusto delle giovani piante, compromettendone lo sviluppo. DIFESA: proteggere la parte basale del tronco con manicotti di rete o di plastica. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 472 5/30/18 9:44 AM b C c ® S ( T ti ftpl S d d c c m m d p c m c ir c a lu p c s m N in g q a e s a d s r p e a e e n p

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini