SEZIONE G

G 474 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE degli insetti vettori (in particolare contro C. picta), il mantenimento dei meli in equilibrio vegeto-produttivo, l estirpazione di quelli con sintomi della malattia per ridurre l inoculo dall ambiente. Nel nostro Paese la lotta contro il fitoplasma degli scopazzi è disciplinata dal d.m. del 23 febbraio 2006 che affida al Servizio Fitosanitario Regionale di competenza la funzione di dichiarare l area in cui è stata accertata la presenza della malattia, zona focolaio , in cui si ritiene ancora possibile eradicarla attraverso l estirpazione dei meli con sintomi, oppure zona d insediamento , in cui la malattia è ormai ampiamente diffusa e tecnicamente non più eliminabile dal territorio; le misure da adottare sono definite dallo stesso Servizio Fitosanitario Regionale. v Mosaico* (Apple mosaic virus 5 ApMV, gen. Ilarvirus). una virosi di scarsa impor- tanza nei nostri impianti, caratterizzata da macchie del lembo fogliare di colore giallo vivace, a volte tendente al bianco, evidenti fin dall inizio della ripresa vegetativa. L alterazione interessa di solito un numero limitato di foglie di qualche rametto. Fra le principali cv. di melo la Golden Delicious e la Jonathan sono molto sensibili. All infezione di ApMV vanno soggette anche piante dei generi Prunus, Corylus, Betula, Rosa, Rubus, ecc. Si trasmette per innesto. DIFESA: propagazione di piante sane. Virosi latenti** (Apple chlorotic leaf spot virus 5 ACLSV, gen. Trichovirus ; Apple Stem Pitting Virus 5 ASPV, gen. Foveavirus ; Apple stem growing virus 5 ASGV, gen. Capillovirus). Le varietà commerciali e i portinnesti clonali di melo, di pero e di cotogno non qualificati sanitariamente di solito sono infetti da uno o più virus che non inducono sintomi evidenti nelle piante, ma incidono negativamente sulla loro attività vegetativa e produttiva. Essi si trasmettono da pianta a pianta solo per innesto. La loro individuazione avviene tramite saggi di laboratorio e biologici su piante indicatrici, mentre il risanamento delle piante infette si ottiene in laboratorio con la tecnica della termoterapia e la coltura di apici meristematici, singolarmente o combinati fra loro. DIFESA: propagazione vegetativa di piante sane. vd Infossatura crateriforme delle mele* (Apple dimple fruit viroid 5 ADFVd, gen. Apsca- viroid). Si manifesta esclusivamente sui frutti di alcune varietà (Stark Deliciuos, Royal Gala, Annurca), con depressioni rotondeggianti della superficie, di colore verdastro, in corrispondenza delle quali le prime cellule dell epidermide possono necrotizzare. Il viroide si trasmette tramite materiale di propagazione vegetativa infetto. DIFESA: vale quanto detto a proposito delle virosi precedenti. fis Arrossamenti perilenticellari*. Si manifesta con piccole macchie rosse centrate sulle lenticelle e interessanti alcune cv. suscettibili, quali Golden delicious e Gloster. Essa compare in vicinanza della raccolta, allorquando si verificano condizioni di elevata umidità ambientale accompagnate da basse temperature, ed è solitamente connessa all impiego di antiparassitari in formulazione liquida emulsionabile che provocherebbero ustioni dei tessuti perilenticellari. DIFESA: evitare l impiego di formulazioni liquide emulsionabili sulle cv. suscettibili nel periodo della maturazione dei frutti. Butteratura amara o plara***. Conosciuta anche con il termine bitter pit, si manifesta con la comparsa, sulla buccia, di piccole macchie scure, leggermente depresse, i cui tessuti sottostanti appaiono imbruniti e suberificati. Essa interessa soprattutto cultivar molto suscettibili quali Golden, Red delicious, Stayman, Renetta del Canada, Renetta Champagne, Bella di Boskoop e Gravenstein. L alterazione compare in campo, soprattutto con l avvicinarsi della raccolta, ma più spesso si manifesta o si aggrava durante il periodo di conserva- G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 474 5/30/18 9:44 AM z r p g e n d p d ta r d s e ti s C g v R m a n r S e d z g S e s P e r V fe in g e m m v d

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini