SEZIONE G

ie è e a rai a ro eidi s, m on io. aa a al o, Il e e a a a ee n ti ue, ia- M Melo (Malus communis) G 475 zione. Essa è legata all insufficiente apporto di calcio ai frutti, che inizia fin dallo stadio del frutto noce . In questa fase si verifica una forte concorrenza da parte dei germogli che riescono ad assorbire maggiori quantità di calcio, a discapito dei frutti. La concorrenza è più accentuata nelle piante con notevole rigoglio vegetativo, stimolato da potature energiche e da forti apporti di concimi azotati (soprattutto di solfato ammonico) e potassici e nelle annate con scarsa fruttificazione. Con l avanzare dello sviluppo dei frutti, il calcio nei frutti cala, mentre aumenta quello del potassio per cui gli eccessi di quest ultimo rendono maggiore il fabbisogno di calcio. Il magnesio, se presente nel terreno in giusta proporzione, favorisce l assorbimento del calcio, mentre lo ostacola se è in eccesso. Anche la dotazione di acqua nel terreno influisce sull assorbimento del calcio da parte della pianta, tanto che la siccità e le irrigazioni eccessive l ostacolano. DIFESA: esecuzione di potature razionali in modo da assicurare un giusto equilibrio vegetativo e produttivo; eliminazione della concimazione potassica; riduzione dell apporto di fertilizzanti azotati, soprattutto di solfato ammonico, sostituendo quest ultimo con il nitrato di calcio; irrigazione moderata, evitando gli eccessi; ricorso all apporto di calcio, con trattamenti fogliari, a cadenza bisettimanale, a partire dalla metà di giugno, con frutti nello stadio di frutto noce e fino alla seconda metà di agosto, impiegando nitrato o cloruro di calcio. Cinghiatura dei frutti*. Trattasi di una sintomatologia che interessa la zona equatoriale dei giovani frutti ed è conseguente a gelate tardive. DIFESA: ricorso ai metodi antibrina (es. ventilazione) in previsione di gelate notturne durante le fasi inziali di sviluppo dei frutti. Rugginosità dei frutti*. Interessa soprattutto i frutti della cv. Golden e di questa sono meno suscettibili i cloni Reinders e Smoothee. Compare in seguito alle applicazioni di alcuni fungicidi (es. dodina e sali di rame) e insetticidi in formulazione liquida emulsionabile. DIFESA: sulle cv. suscettibili, evitare l impiego dei preparati in grado di causare rugginosità. G Scollamento dell epidermide fogliare*. Il fenomeno si verifica in seguito a gelate, per effetto delle quali avviene lo scollamento, dal mesofillo, di porzioni più o meno ampie dell epidermide inferiore delle foglie: DIFESA: ricorso ai metodi antibrina (es. ventilazione) per ridurre soprattutto i danni, ben più gravi, rappresentati dalla cinghiatura dei giovani frutti. Spaccature e fessurazioni idropatiche*. Interessano i frutti e possono essere profonde e longitudinali (come per le cv. Stayman, Mondial Gala e Galaxy) oppure sotto forma di screpolature concentriche disposte intorno al residuo calicino (come nella cv. Cripps Pink). Il fenomeno è legato alla suscettibilità varietale e favorito da piogge ripetute ed eccessi irrigui quando i frutti sono in via di maturazione. Sulle cv. Stayman le spaccature sono conseguenti anche all impiego di clorpirifos-methyl. Vitrescenza*. In sezione, la parte centrale della polpa del frutto ha un aspetto oleoso. Il fenomeno è legato alla interposizione di liquido negli spazi intercellulari e si manifesta in prossimità della raccolta. Essa è favorita dagli eccessivi apporti di azoto, accompagnati da carenza di calcio nei frutti, dal rigoglio vegetativo, da irrigazioni abbondanti e tardive, da elevate temperature nei 2 mesi dalla raccolta. Alcune cv. (Jonathan, Stayman, Granny Smith, Cox s Orange Pippin, Mongerduft, Winter Winesap, ecc.) sono maggiormente suscettibili a questa fisiopatia. DIFESA: assicurare un giusto equilibrio vegetativo-produttivo; evitare irrigazioni tardive; ricorrere alle sommnistrazioni di sali di calcio, secondo il programma indicato per la butteratura amara. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 475 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini