Melograno

G 476 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Melograno (Punica granatum) i Afide del melograno*** (Aphis punicae ; Rinc. Afid.). Infesta i germogli, i fiori e i giovani frutti, L afide svolge l intero ciclo sul melograno, svernando con uova durevoli deposte sui rami. DIFESA: eventuale intervento con comuni aficidi. Cerambicide dal collo rosso** (Aromia bungii ; Col. Ceramb.). ®Pesco per i caratteri distintivi, gli aspetti biologici, i danni e la difesa Cocciniglia farinosa del viburno* (Pseudococcus viburni ; Rinc. Pseud.). La ccciniglia si insedia nelal cavità del residuo calicino dei frutti. Per i caratteri morfologici e gli aspetti biologici ®Melo. DIFESA: non goiustificata Cocciniglia virgola del melograno* (Mytilococcus granati ; Rinc. Diasp.). caratterizza- ta da follicoli femminili allungati e leggermente ricurvi. Infesta i rami e il fusto. Sverna come femmina fecondata e compie una generazione all anno. DIFESA: non necessaria. Nottua del melograno** (Dysgonia algira ; Lepid. Nott.). Le larve (color nocciola, lun- ghe 45 mm a completo sviluppo) divorano la vegetazione fogliare, soprattutto quella dei polloni. Gli adulti (45 mm di apertura alare, con ali anteriori interessate da due ampie bande trasversali color marrone delimitanti un area intermedia color cenere) volano dalla fine di aprile-metà maggio fino a metà settembre, con picchi di presenze a fine giugno e a metà agosto. Compie 2-3 generazioni all anno e sverna allo stato di crisalide nel terreno. DIFESA: non necessaria. i A a p fi fl A A v s p u C I g li fe A e Eriofide del melograno* (Aceria granati ; Acar. Eriof). Causa l arrtotolamento, verso la pagina inferiore, del margine del lembo fogliare, senza causare danni apprezzabili. DIFESA: non opportuna. n ® p t f Oidio* (Erysiphe sp.; Asc.). stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2015 su pian- A te di due anni in un vivaio nella provincia di Lecce. Con sporulazione densa e bianca sulle giovani foglie, che in seguito ingialliscono e cadono. DIFESA: interventi con zolfo. Pilidiella*** (Coniella granati, syn. Pilidiella granati; Asc.). Prima segnalazione in Italia in frutti immagazzinati nel 2015. I sintomi consistono in lesioni circolari bruno-giallastre che iniziano nell area della corona e poi si espandono all intero frutto causando il cedimento dei tessuti esterni e interni. Altre malattie riscontrate nella delicata fase della conservazione dei frutti sono rappresentate da muffa grigia (Botryotinia fuckeliana) e marciumi di varia natura. b Batteriosi. Un batterio molto temibile e diffuso nelle regioni asiatiche di coltivazione è v Virosi*. In melograni ornamentali con manifestazioni fogliari variabili da deformazioni del lembo a ingiallimenti, anulature rossastre, scolorazioni perinervali, ma anche asintomatiche, occasionalmente è stato riscontrato il virus dell accartocciamento fogliare del ciliegio (CLRV). Al momento l importanza economica di quest ultimo sembra trascurabile. ®Noce comune per il comportamento del virus. DIFESA: propagazione di piante sane. lo Xanthomonas axonopodis pv. punicae, non presente in Italia. I sintomi consistono in lesioni e necrosi di rametti, maculature su foglie e frutti. Un cenno merita infine la forte problematica della spaccatura dei frutti, causata da condizioni di stress ambientali in pre-raccolta. Tali sintomi facilitano inoltre la penetrazione di miceti nel corso della conservazione. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 476 5/30/18 9:44 AM d im s a b e C h c h g s d v d E A s te r

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini