Mimose

M Mimose (Acacia baileyanae, Acacia dealbata, Acacia longifolia var. floribunda) Cicalina delle piante officinali** (Eupteryx decemnotata ; Rinc. Cicadell.). una piccola cicalina che punge le foglie causando la comparsa di numerose depigmentazioni. Compie 2-3 generazioni all anno. DIFESA: eventuale intervento con etofenprox. o ei o e. li ci e a aa o ò e al e mi o e li Cassida verde** (Cassida viridis ; Col. Crisom.). Gli adulti (10 mm di lunghezza) sono di colore verde e la loro forma ricorda vagamente quella di una testuggine. Le larve sono appiattite, hanno il bordo del corpo ornato di formazioni spiniformi ramificate e presentano una forca caudale. Sverna allo stato adulto in luoghi riparati e le sue infestazioni si riscontrano nei mesi di maggio e giugno. DIFESA: non necessaria. Crisomela della menta** (Chrysolina menthastri ; Col. Crisom.). L adulto (12 mm di lunghezza) ha una livrea verde metallica o, nella forma resplendens, rosso-rameica. Le larve (10 mm di lunghezza) sono di colore verdastro. Lo svernamento avviene con adulti rifugiati alla superficie del suolo o sotto ricoveri di fortuna. DIFESA: non necessaria. f e ae eei Maculatura* (Sphaceloma menthae ; Asc.). Su foglie, steli e radici forma numerose mac- chie bruno-scure, più chiare al centro, circolari, ellittiche o irregolari che possono raggiungere i 3 mm di diametro. Sugli steli le macchie sono talvolta allungate e spesso diventano infossate o crateriformi. DIFESA: non è necessaria. Ruggine* (Puccinia menthae ; Bas.). Sui fusti e sulle nervature delle foglie determina la G comparsa di macchie color porpora con punteggiature nere (picnidi). In estate, sulla pagina inferiore della foglia, compaiono minute pustole puntiformi rosso-brune (uredosori) cui corrispondono, in quella superiore, macchie giallo-brune che diventano nerastre (teleutosori) e rilasciano un materiale polverulento costituito da una miriade di teleutospore che assicurano la sopravvivenza invernale del patogeno. DIFESA: adozione di varietà resistenti. i). oe pi a ra o di ii. e o- G 483 Verticilliosi* (Verticillium spp.; Asc.). Le piante subiscono un progressivo e rapido avvizzimento, preceduto da arrossamento del ciuffo terminale di vegetazione, accartocciamento, ingiallimento e caduta anticipata delle foglie. DIFESA: ricorso ad ampie rotazioni. v Mosaico giallo* (Alfalfa mosaic virus 5 AMV, gen. Alfamovirus). Si manifesta con macchie di colore giallo vivo o biancastro e dai contorni ben delimitati, distribuite su gran parte della superficie fogliare. L agente della virosi è diffuso da afidi in modo non persistente. DIFESA: messa a dimora di piante sane; distanziare le coltivazioni da quelle di leguminose. Mimose (Acacia baileyanae, Acacia dealbata, Acacia longifolia var. floribunda) i Psille*** (Acizzia acaciaebaileyanae, Acizzia uncatoides ; Rinc. Psill.). Infestano pan- nocchie e foglie e la melata prodotta consente lo sviluppo di fumaggine. La prima, di origine australiana, infesta negli ambienti d origine l Acacia baileyana. In Sicilia vive sulla mimosa comune (Acacia decurrens). Limitate sono le presenze su Acacia podalyriaefolia. Acizzia uncatoides attacca invece Acacia longifolia var. floribunda e A. dealbata. Compiono svariate generazioni all anno e sopravvivono con adulti e ninfe sulle piante ospiti. DIFESA: ricorso al trattamento con piretroidi. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 483 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini