Mirtillo

G 484 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Ricania* (Ricania speculum ; Rinc. Rican.). Trattasi di una specie orignaria dei Paesi asiatici (Cina, Indonesia, Giappone, Corea, Filippine), riscontrata in Italia nel 2014 a Genova. L adulto assomglia vagamente a una falena, di colore bruno, con screziature nocciola e 5 macchie trasparenti su ogni ala, lungo 8 mm e con apertura alare di 18 mm. Le neanidi della prima età (1 mm) producono abbondante cera, che ricopre gran parte del corpo tranne il capo. Caratterisitiche sono le ninfe per la presenza di strutture cerose disposte sull addome come la coda di un pavone. In Italia compie una generazone all anno, con nascite scalari per circa un mese, a partire dalla metà di maggio, e comparsa degli adulti presenti da luglio a settembre. Lo svernamento avviene da parte delle uova infisse nei rametti dell anno, disposte in modo alternato su due file, o in fila unica sui rametti più sottili, con sollevamento delle fibre legnose, tanto da formare visibili creste. I danni sono rappresentati essenzialmente da imbrattamenti da parte della melata. DIFESA: eventuale ricorso al trattamento nel periodo delle nascite neanidali con piretroidi. s fo n M c v r p v Mirtillo (Vaccinium corymbosum, M. myrtillus) i Afide verde chiaro del mirtillo** (Wahlgreniella vaccini ; Rinc. Afid.). di colore verde chiaro, con il dorso dell addome interessato da sclerotizzazioni marginali poco evidenti. Le colonie infestano la pagina inferiore delle foglie. Svolge l intero ciclo sui mirtilli e sverna, probabilmente, come uovo durevole. DIFESA: non necessaria. Cecidomia delle foglie del mirtillo gigante americano** (Dasineura oxycoccana ; Ditt. Cecid.). Gli adulti (1,1-1,3 mm di lunghezza) sono caratterizzati da antenne di colore grigio scuro, esclusi i primi due segmenti che sono gialli, e dall addome aranciato con bande trasversali scure. Le larve sono color arancio, lunghe 1,7 mm. Il primo volo degli adulti avviene all apertura delle gemme, momento in cui le femmine depongono gruppi di una decina o poco più di uova fra le perule. Le larve si nutrono entro le gemme in fase di schiusura causando l imbrunimento dei bottoni forali, lo sviluppo di foglie deformi e il disseccamento degli apici vegetativi con conseguente sviluppo di nuovi germogli emessi dalle sottogemme e formazione di affastellamenti vegetativi. Esse raggiungono la maturità in una decina di giorni per poi lasciarsi cadere al suolo e impuparsi all interno di un bozzoletto sericeo, dal quale il nuovo adulto sfarfalla dopo 8-10 giorni dal momento dell imbozzolamento della larva matura. Dalla ripresa vegetativa fino all autunno si susseguono continue generazioni, parzialmente accavallate, con cicli di 18-20 giorni. DIFESA: è alquanto problematica per il continuo susseguirsi di generazioni e per la mancanza di preparati autorizzati. Moscerino asiatico della frutta** (Drosophila suzukii ; Ditt. Drosof.). ®Albicocco per gli aspetti biologici. Le larve causano il marciume deei frutti. DIFESA: monitoraggio con bottiglie-trappola innescate con aceto di mela 1 zucchero di canna oppure impiego di trappole commerciali con specifico attrattivo; intervento con fosmet con catture di adulti in prossimità della maturazione. Oziorrinco* (Otiorhynchus sulcatus; Col. Curcul.). Gli adulti compaiono in maggiogiugno e compiono erosioni sul bordo delle foglie. Si riproduce per partenogenesi, almeno nelle regioni centro-settentrionali, ma nelle zone appenniniche centro-settentrionali vive anche una razza anfigonica. Le uova sono deposte nel terreno e le larve si sviluppano a spese delle radici di diverse piante arbustive ed erbacee, coltivate e G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 484 5/30/18 9:44 AM B d P s c p b in tr p Ic s fi d a f A im p m E s ta r c L M S d F l p te m e

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini