Nandina

si a udi e di e di ee a a e N Narciso (Narcissus spp.) spontanee. Lo svernamento avviene con larve che completano e compiono la metamorfosi nella primavera successiva: DIFESA: distribuire nel terreno, in autunno, sospensioni del nematode entomopatogeno Heterorhabditis bacteriophora. Muffa grigia* (tel. Botryotinia fuckeliana, an. Botrytis cinerea; Asc.). Determina la mar- cescenza dei frutti maturi, sui quali sviluppa una muffa grigiastra. Le infezioni sono favorite da un andamento stagionale caratterizzato da frequenti piogge ed elevata umidità relativa dell aria. DIFESA: intervenire eventualmente con antibotritici (es. boscalid 1 pyraclostrobin) e alla raccolta asportare e allontanare le bacche colpite. v e ne t. e n o oe di di i. e o ee, di r n o di oi, ne e G 485 Bruscatura infettiva** (Blueberry scorch virus 5 BlScV, gen. Carlavirus). Viene consi- derata la più pericolosa virosi del mirtillo. Nelle nostre coltivazioni è stata riscontrata in Piemonte e in Trentino. I sintomi variano in funzione della virulenza del ceppo e della sensibilità varietale. Essi consistono in necrosi dei fiori e dei margini fogliari, disseccamento dei germogli e deperimento progressivo, che può condurre alla morte della pianta (manifestazioni facilmente scambiabili con quelle causate da attacchi di funghi, batteri, abbassamenti termici e squilibri nutrizionali). Alcune varietà di mirtillo sono infettate in forma latente. Il virus si trasmette con la propagazione di piante infette e tramite afidi secondo la modalità della non persistenza. DIFESA: si realizza con la propagazione di piante sane e la tempestiva estirpazione di quelle infette. Nandina (Nandina domestica) G Iceria degli agrumi* (Icerya purchasi ; Rinc. Monofl.). La cocciniglia, facilmente ricono- scibile per l ovisacco bianco candido pluricarenato longitudinalmente, infesta le ramificazioni e le foglie. ®Arancio per gli aspetti biologici. DIFESA: intervento alla nascita delle neanidi con olio bianco. Narciso (Narcissus spp.) a f Acaro dei bulbi** (Rhizoglyphus robini ; Acar. Acarid.). Attacca i bulbi in campo e quelli immagazzinati, soprattutto in presenza di elevata umidità ambientale, determinando processi degenerativi dei tessuti e la comparsa di marciumi. ®Gladiolo per gli aspetti morfologici, biologici e della difesa. Eterosporiosi* (Cladosporium iridis, syn. Davidiella macrospora ; Asc.). Può interes- sare numerosi altri generi, non solo ornamentali. Sulle foglie si manifesta con piccole tacche allungate, inizialmente traslucide, quindi grigie e largamente bordate di brunorossastro, al centro delle quali si differenziano fruttificazioni picnidiche puntiformi di colore nero che, lacerandosi, liberano picnoconidi destinati ad avviare nuove infezioni. Le foglie colpite si lacerano e disseccano. DIFESA: non necessaria. Marciumi dei bulbi** (Penicillium spp., Fusarium oxysporum; Stromatinia gladioli, Sclerotinia bulborum ; Asc.). I bulbi in conservazione possono essere interessati da diversi patogeni agenti di marciume soprattutto in condizioni di elevata umidità. Il Fusarium in particolare attacca la parte centrale del bulbo per poi estendersi verso l alto e i tessuti colpiti assumono colorazione bruna con presenza di micelio rosato. Le piante interessate da S. gladioli e S. bulborum ingialliscono e muoiono prematuramente. DIFESA: ridurre l umidità ambientale, indurre un rapido disseccamento dei bulbi mediante ventilazione e temperature basse (,15°C), evitare prolungate conservazioni e utilizzare bulbi conciati. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 485 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini