SEZIONE G

N Nespolo (Mespilus germanica) e Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica) Cefo* (Janus compressus ; Imen. Cef.). La femmina compie una serie di incisioni spi- a e o e nti ni co. r- a oi oa n- n i. à oami. n e le s n mo a- o hi n G 487 f ralate nella parte distale dei germogli per poi deporre un uovo entro la parte posta distalmente alle incisioni, che poi avvizzisce. Nella parte midollare dei rametti in cui è avvenuta l ovodeposizione la larva scava una galleria discendente lunga fino a 10 mm. ®Pero per i caratteri e gli aspetti morfologici dell insetto. DIFESA: asportazione dei germogli avvizziti. Cocciniglia bianca del gelso* (Pseudaulacaspis pentagona ; Rinc. Diasp.). caratterizzata da follicoli femminili di forma rotondeggiante, di colore bianco, con esuvie rossastre leggermente eccentriche. Infesta il tronco, i rami e i frutti. Sverna come femmina matura fecondata e compie 3 generazioni all anno, con nascita delle neanidi a metà maggio, nella seconda metà di luglio e in settembre. ®Pesco per ulteriori informazioni sul diaspino. DIFESA: non necessaria. Cocciniglia di S. José*** (Quadraspidiotus perniciosus ; Rinc. Diasp.). caratterizzata da follicoli femminili rotondeggianti color grigio-ardesia con esuvie centrali o leggermente eccentriche di colore giallo. Infesta il tronco, i rami e i frutti. In corrispondenza dei punti di insediamento sul legno e sui frutti i tessuti corticali appaiono arrossati. ®Melo per gli aspetti biologici. DIFESA: eventuale intervento a fine inverno con olio bianco. Tignola orientale* (Cydia molesta ; Lepid. Tortr.). La larva attacca solitamente una ridotta percentuale di frutti in via di maturazione. ®Pesco per i caratteri e gli aspetti biologici del tortricide. DIFESA: non necessaria. Tortrice verde scura* (Hedya nubiferana ; Lepid. Tortr.). La larva (di colore verde intenso con capsula cefalica, placca pronotale, placca anale e verruche pilifere di colore nero) è attiva all inizio dell attività vegetativa delle piante e compie erosioni a carico della vegetazione dei germogli. ®Melo per gli aspetti morfologici e biologici del tortricide. DIFESA: non necessaria. Antracnosi* (Colletotrichum gloeosporioides, syn. Glomerella cingulata; Asc.) (®Ippocastano). Maculatura* (Phyllosticta fusiformis ; Asc.). Malattia di scarsa importanza, determina sulla pagina superiore delle foglie macchie rotondeggianti, che dapprima assumono colore rossiccio, più tardi imbruniscono portando al disseccamento l intero lembo fogliare. DIFESA: di norma non è necessaria, eventualmente applicazione di prodotti rameici. Oidio* (Podosphaera clandestina, syn. Podosphaera oxyacanthae; Asc.). Colpisce specialmente gli apici dei germogli: le foglie si accartocciano, si deformano e si ricoprono di un abbondante polvere bianco-farinosa. Le parti colpite seccano. Il patogeno si conserva come micelio sotto le perule delle gemme e anche all esterno. DIFESA: malattia raramente dannosa, non richiede di norma interventi specifici. Ticchiolatura*** (Fusicladium pyracanthae, syn. Spilocaea pyracanthae; Asc.). Rappresenta la più grave malattia del nespolo del Giappone, specialmente nelle aree meridionali. Molto simile alla ticchiolatura del pero e del melo (v.), si manifesta sulle foglie con macchie dapprima clorotiche, poi bruno-oliva, di aspetto vellutato, che in seguito si estendono e disseccano assumendo colore nerastro. Anche gli organi fiorali possono subire la stessa sorte. Sul frutto compaiono tacche simili a quelle delle foglie, con conseguente arresto di sviluppo in corrispondenza delle lesioni; nei casi gravi il frutto si G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 487 G 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini