SEZIONE G

G 490 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE Mal dello stacco*** (Cytospora corylicola ; Asc.). Tale malattia risulta piuttosto grave e diffusa e si manifesta come rottura delle grosse branche nel punto di maggiore alterazione strutturale del legno ad opera del patogeno. La sintomatologia classica ascrivibile a C. corylicola si osserva subito dopo la ripresa vegetativa; sui tessuti corticali dei rami e dei polloni si manifesta con macchie necrotiche depresse, di forma irregolare, di colore bruno-rossastro, che si spingono in profondità interessando anche i tessuti legnosi. L infezione può interessare una parte del ramo e nei casi piu gravi si può estendere a tutta la circonferenza, causando il completo disseccamento della parte sovrastante. I rami fortemente colpiti vedono compromessa la resistenza meccanica, di conseguenza eventi meteorici come il vento forte, possono causarne la rottura. Sulle branche colpite dal patogeno, con l arrivo della primavera e il verificarsi di giornate umide sono visibili ammassi conidici, che si presentano come un insieme di gocce mucillaginose rossoaranciate (cirri) fuoriuscenti dai picnidi. In corrispondenza di tali ammassi l epidermide è inscurita e i tessuti sottostanti imbruniti. Il decorso della malattia è di tipo cronico; di solito non si arriva alla rottura del ramo prima di tre o quattro anni dal momento dell infezione. Il patogeno viene diffuso soprattutto dalla pioggia dilavante e penetra preferibilmente attraverso le ferite. DIFESA: eliminare le branche in stato avanzato di degenerazione e, in corrispondenza dei tagli effettuati, disinfettare le ferite con prodotti rameici. Inoltre si consiglia di raccogliere e distruggere i rami colpiti. Questo tipo di intervento sembra mostrare un discreto effetto di contenimento del patogeno. opportuno, inoltre, razionalizzare le cure colturali allo scopo di rinvigorire la pianta, evitando però eccessive concimazioni azotate e trattando in inverno con prodotti rameici senza dimenticare di disinfettare i grossi tagli di potatura. Un prodotto di sintesi registrato contro questa malattia è il tiophanate-metil. Se nel passato si riteneva che questa malattia si manifestasse soprattutto in noccioleti debilitati, in questi ultimi anni si è riscontrata sempre più spesso in impianti relativamente giovani che precedentemente non presentavano sintomi da stress per altre cause. s m c 2 p d lo n c d d r N c fu in s d e d d L d c fe e in p lo Mal bianco* (Phyllactinia guttata ; Asc.). Attacca le foglie con macchie circolari e gial- lastre sulla pagina superiore. Su quella inferiore, in corrispondenza, appaiono le fruttificazioni agamiche e in seguito i cleistoteci neri dopo il raggiungimento della maturità. Le foglie colpite si staccano e possono dare origine a defogliazioni anticipate. Non è una malattia importante in quanto si manifesta generalmente in prossimità della raccolta quando le gemme si sono già differenziate e quindi non comporta alcuna conseguenza produttiva. DIFESA: generalmente non necessaria. S m b io S p d Marciumi radicali* (Armillaria mellea ; Bas.; Rosellinia necatrix ; Asc.) (®Pioppo). Moniliosi o Marciume bruno* (Monilinia fructigena ; Asc.). I funghi di questo gene- re colpiscono un gran numero di ospiti, specialmente le drupacee, e il nocciolo viene attaccato solo in particolari condizioni edafico-ambientali, con clima caldo-umido. I frutti, infettati molto prematuramente, tendono a imbrunire e raggrinzire perché la moniliosi tende a interessare soprattutto organi non ancora lignificati del pericarpo (involucro esterno e pericarpo dell achenio). DIFESA: non si consiglia una specifica difesa vista l incidenza molto bassa della malattia. Muffa grigia o Necrosi grigia della nocciola* (Fusarium lateritium , syn. Gibberella baccata; Asc.). Gli attacchi del fungo si manifestano con intensi fenomeni di cascola (anche superiori al 40%). La malattia colpisce i fiori, i frutti, ma anche i rametti. G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 490 5/30/18 9:44 AM b M a s a G c r a

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini