SEZIONE G

N Nocciolo (Corylus spp.) Le indagini svolte sul fiore hanno evidenziato un periodo di latenza di F. lateritium sulle gemme fiorali in grado di determinare precocemente sintomi di necrosi sui primordi dei frutti. La suscettibilità della pianta inizia dall allegagione fino all invaiatura, considerato l ampio intervallo di temperature per la crescita del fungo comprese tra 5 e 25°C. A partire da 3°C i conidi gli consentono di esplicare la propria patogenicità dalle prime fasi del risveglio vegetativo del nocciolo (in pieno inverno) fino alla maturazione del frutto (in piena estate). Non sono ancora noti con certezza taluni aspetti epidemiologici del fungo, le cause che predispongono la malattia, la suscettibilità dell ospite, nonché i precisi fattori ambientali e agronomici che la influenzano. Restano ancora da chiarire i ruoli di altri agenti fungini costantemente associati a questa malattia. DIFESA: due prodotti di sintesi che hanno mostrato attività, oggi registrati su questa malattia del nocciolo, sono il tiofanate-metil e il tebuconazole. I momenti applicativi sono da relazionare con l epidemiologia del patogeno. e ae mi oi. a I a e li oe o; o a di oo o. a, asi e ni e- Necrosi generalizzate* (Alternaria spp., Fusarium spp., Phomopsis sp., Botrytis cinerea, Epicoccum spp., Penicillium spp. e Aspergillus spp.; Asc.). Anche altri funghi sono stati trovati associati ai fenomeni di intensa cascola che si sono verificati in questi ultimi anni. Questi funghi, isolati spesso da stigmi, appartengono a diverse specie e sono agenti generici di marciumi e necrosi cui si aggiunge B. cinerea, agente del marciume grigio che su nocciolo causa una fitopatia dei primordi dei frutti con esiti abortivi. Questo patogeno può causare danni in stagioni caldo-umide provocando disseccamento dei frutticini e quindi riduzione della produzione. Nel caso, invece, di attacco al peduncolo, si può avere la disarticolazione dell intera infruttescenza. L incidenza della malattia è relativamente bassa e i danni spesso sono difficilmente distinguibili da quelli causati da altri fattori andando ad annoverarsi tra i danni occulti che riducono la produzione finale. Le alte temperature estive potrebbero indurre fenomeni di latenza di questi funghi all interno dei frutti. A partire dal mese di agosto essi potrebbero svilupparsi a scapito della nocciola ormai in via di maturazione: in questo modo possono risultare compromesse sia la quantità che la qualità del prodotto. DIFESA: di difficile realizzazione per l imprevedibilità delle situazioni per lo sviluppo delle infezioni. lià. è ln- eeo. a na a a G 491 G Seccume fogliare o Gleosporiosi* (Piggotia coryli, syn. Monostichella coryli ; Asc.). Si manifesta sulle foglie con macchie irregolari, inizialmente di colore verde scuro, quindi bruno-rossastre, in corrispondenza delle quali, sul lato inferiore della foglia, compaiono punteggiature picnidiche che rilasciano conidi responsabili di nuove infezioni. Sulle nocciole causa macchie brune più o meno ampie, mentre gli amenti colpiti si presentano inbruniti in parte. DIFESA: eventuale raccolta e distruzione delle foglie cadute a terra ed eventuale impiego di rameici all inizio della primavera e a caduta foglie. b Moria o Cancro batterico/ Avvizzimento e Moria dei rametti** (Pseudomonas avellanae ; P. syringae pv. syringae ; P. syringae pv. coryli ; Gracilicutes). Questa sindrome è stata riscontrata nel Lazio negli anni 80 con un quadro sintomatologico analogo a quello del cancro batterico del nocciolo in precedenza descritto in Grecia. In primavera, le piante infette presentano le foglie di colore verde pallido che, in estate, imbruniscono e seccano nel giro di una o due settimane. Branche e rami infetti vanno rapidamente incontro a morte e le foglie rimangono attaccate, anche dopo la caduta delle foglie sane. Il tessuto sottocorticale dei rami infetti appare G02_3_2_Fitopatologia,Entomologia.indd 491 5/30/18 9:44 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini